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sicurezza in città 

Pronte 32 telecamere E c’è un regolamento per la privacy

A Sassuolo ci sono 122 telecamere attive e presto se ne aggiungeranno altre 32. Un buon livello di monitoraggio del territorio, ma anche un problema per la privacy dei cittadini. Per questi motivi è...

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A Sassuolo ci sono 122 telecamere attive e presto se ne aggiungeranno altre 32. Un buon livello di monitoraggio del territorio, ma anche un problema per la privacy dei cittadini. Per questi motivi è stato necessario, elaborare un regolamento sulla videosorveglianza da parte del Comune, ventidue articoli che chiariscono cosa si possa fare e non fare, come vengono utilizzate le telecamere e quali sono le procedure legate all’utilizzo delle immagini. A stilare il regolamento, approvato l’altra sera dal Consiglio, è stato il comandante della Polizia municipale Stefano Faso. Oltre alle 122 telecamere già attive sul territorio, ha spiegato, ne verranno installate altre sedici nel parco Ducale e sedici ai varchi della città, attrezzate per il riconoscimento delle targhe dei veicoli a rischio in collegamento con i database nazionali. Tutte le telecamere sul territorio al momento sono funzionanti, «le uniche che comportano qualche problema – spiega Faso – sono quelle di vecchia generazione a servizio del parcheggio sotterraneo di sassuolo Due. Sono una ventina e funzionano ancora in analogico, per cui verranno quanto prima sostituite con modelli digitali, come è già previsto nel nuovo contratto di appalto per la manutenzione». Per tenere in efficienza il sistema infatti è necessario controllare e garantire il funzionamento di questi apparecchi, con una spesa media annua di 200 euro a telecamera (che per 122 apparecchi fa poco più di 20mila euro). Le immagini vengono archiviate per sette giorni, al termine dei quali il sistema provvede in autonomia alla cancellazione, a meno che non ci siano implicazioni di tipo giudiziario che comportano l’utilizzo dei video come prove. Le telecamere di Sassuolo, salvo poche eccezioni, sono a puntamento fisso. «Quelle mobili le abbiamo eliminate per scelta – spiega Faso – perchè nella rotazione spesso si finiva per perdere nitidezza».

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