Gazzetta di Modena

Modena

C’è un buco di 2,3 milioni nel bilancio comunale 2016 

di Andrea Gilioli
C’è un buco di 2,3 milioni nel bilancio comunale 2016 

Duri attacchi dell’opposizione in Consiglio. Severi: «Dove sono i dati di Sgp?» L’ex sindaco Caselli: «È il disavanzo più grande che ricordi». Critico anche il M5s

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“Tuffo nel passato” nella recente seduta del consiglio comunale, durante la discussione e approvazione del consuntivo 2016 del Comune. Era da un po’, infatti, che in Consiglio maggioranza e opposizione non discutevano così animatamente sui temi del bilancio e della società partecipata SGP. Con l’avvio del concordato e il superamento della fase più critica per la società patrimoniale, infatti, benchè SGP non abbia mai smesso di animare la politica locale, le sedute di discussione dei bilanci erano divenute più tranquille, e anzi in fase di approvazione del bilancio preventivo 2017-2019 ad essere duri e critici erano stati più i consiglieri di maggioranza che quelli di opposizione. Nell’ultima seduta però a diversi, almeno stando ai toni usati dalle opposizioni, è parso di ritornare alla sedute fiume del 2012-2013, quando si parlava ogni piè sospinto di default, debito insostenibile, volontà di coprire i problemi nascondendoli ai cittadini e necessità di cambiare rotta per salvare la città. A far infuriare le opposizioni, in particolare Forza Italia, Sassolesi e M5s, alcune annotazioni mosse dai revisori (che hanno comunque dato parere favorevole al bilancio consuntivo) e il fatto che si sia presentato il bilancio 2016 del Comune prima di aver visto quello, relativo al medesimo periodo, della patrimoniale. «Senza il bilancio di SGP – ha affermato nel suo intervento la capogruppo di Forza Italia, Claudia Severi - non ci sono i presupposti tecnici e politici per approvare il bilancio del Comune. È un’inadempienza grave ed ingiustificabile non solo sul piano formale ma anche nel merito, dato che SGP, maggiore voce di esposizione economica del Comune, ha l’obbligo di approvare il bilancio nei tempi richiesti dal soci. Qualcuno ci dovrà spiegare perché non lo ha fatto. Siamo davanti a un bilancio “drogato” dalla mancanza di questo dato, dai crediti inesigibili, in continuo aumento nonostante i solleciti del collegio di revisori e l’impegno della stessa amministrazione a strutturarsi per risolvere il problema e da uno stato patrimoniale che non rispecchia la realtà, in mancanza dell’inventario aggiornato dei beni immobili, del quale anche il sindaco aveva, con enfasi, annunciato la necessità». La chiusura del 2016 con un debito di circa 2,3 milioni ha fatto il resto, con Caselli che ha parlato del “disavanzo più alto che ricordi” e ha ironizzato sulla definizione di “disavanzo tecnico” data dal dirigente contabile del Comune, al quale sono arrivate anche alcune critiche dallo stesso Caselli e dal grillino Rutigliano. Grave, secondo Caselli, anche la mancanza di una illustrazione politica del bilancio, affidata al solo dottor Temperanza.

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