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Carpi premia Roberti capo dell’Antimafia e dell’Antiterrorismo 

di Valeria Cammarota
Carpi premia Roberti capo dell’Antimafia e dell’Antiterrorismo 

Il magistrato ritira il “Ne vale la pena” venerdì in San Rocco Succede a Rita Borsellino, Gratteri, Nicaso e Nino di Matteo

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«Erano passati pochi giorni dagli attentati terroristici di Parigi del 13 novembre 2015, quando ricevetti la telefonata di un amico: “Franco, dovrei partire con la mia famiglia per una vacanza. Annullo tutto? Dobbiamo avere paura?”. È stato dopo quella conversazione che ho deciso di scrivere questo libro». Con queste parole Franco Roberti, dal 2013 Procuratore Nazionale Antimafia - la più alta autorità istituzionale del Paese sul fronte Antimafia e Antiterrorismo - spiega l’origine del suo volume, intitolato Il contrario della paura, sottotitolo “Perché terrorismo islamico e mafia possono essere sconfitti”. Il magistrato sarà a Carpi venerdì 5 maggio, alle 20.45 in auditorium San Rocco, per ricevere il Premio Ne Vale La Pena 2017, giunto alla quarta edizione e con il quale sono già stati premiati Rita Borsellino, Nicola Gratteri e Antonio Nicaso e Nino di Matteo per il loro impegno in prima fila nella lotta per la legalità.
«Diventa una priorità spiegare perché è necessario non avere paura - spiega Roberti - continuare a uscire, viaggiare, frequentare cinema e concerti significa lottare contro i terroristi, il cui unico obiettivo è privarci della libertà. La consapevolezza del pericolo mortale che corriamo non deve spaventarci. Perché la verità è il contrario della paura».
Un libro che è dunque diventato una necessità, per l’investigatore che, in magistratura dal 1975 e dal 2009 procuratore capo di Salerno, ha alle spalle una vita trascorsa a combattere le cosche camorristiche e la criminalità economica e politica ed è tra i massimi esperti del clan dei Casalesi, l’organizzazione criminale egemone nel casertano. Roberti da tempo ha acceso il faro anche sulle infiltrazioni criminali in Emilia, intervenendo alla conferenza stampa in cui vennero annunciati gli arresti di Aemilia e quando furono donati ai vigili del fuoco i camion confiscati ai Giglio, coinvolti nell’inchiesta dei carabinieri.

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