Fiamme all’azienda Bosi Inagibile anche la casa
di Valentina Corsini
Finale. Impianto elettrico difettoso innesca l’incendio. Danni per 100mila euro Il proprietario era in vacanza: costretto a rientrare. Indagano i carabinieri
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FINALE. Centomila euro di danni e una famiglia molto conosciuta in paese costretta fuori casa, in un frangente drammatico. Questo il bilancio del grave incendio divampato ieri alla Termoidraulica Bosi di via Fratelli Rosselli.
Incendio ha mandato in fumo 40mila euro di attrezzature in un capannone dell’azienda e provocato seri danni anche allo stabile e all’appartamento dei titolari, dichiarato inagibile. Danni anche all’impianto fotovoltaico sul tetto, tutti quantificabili in circa 50mila euro.
Erano all’incirca le 12 quando due squadre dei vigili del fuoco di Finale si sono portate sul posto per tentare di domare il rogo. Scaturito con ogni probabilità - anche se le cause sono ancora in fase di accertamento - da un guasto del quadro elettrico dell’inverter, che si trova all’interno del magazzino ed è collegato all’impianto fotovoltaico, posto invece sul tetto dell’edificio.
Le fiamme hanno letteralmente bruciato le attrezzature presenti all’interno del magazzino, pronte per la consegna ai clienti, e arrecato gravi danni all’impianto elettrico dello stabile tanto da renderlo completamente inagibile. Come l’abitazione dei titolari che si trova proprio sopra: il fumo nero l’ha intaccata a tal punto da costringere i vigili del fuoco ad entrare in azione celermente e con più idranti.
Il risultato è quello di un appartamento danneggiato, così come nel mobilio, dichiarato - almeno in mattinata - inagibile. In questo disastro se c’è stato un “superstite”: il pappagallo della famiglia dei titolari, tratto in salvo dai pompieri in mezzo al fumo. Titolari che non si trovavano in casa nel momento in cui l’incendio è divampato. Claudio Bosi, infatti, era ad assistere ad un torneo di calcio giovanile fuori paese a cui prendeva parte il figlio: «Eravamo venuti qui col camper, per ospitare anche altri ragazzi della squadra: ho dovuto tornare indietro, c’è un disastro, ci dobbiamo subito mettere al lavoro per ripristinare le aree e le attrezzature inagibili», ha detto.
La moglie era impegnata nel locale che gestisce in paese.
In via Fratelli Rosselli sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia municipale di Finale. Ai quali spetterà ora il compito di stabilire, una volta effettuati tutti i rilievi, se le fiamme siano effettivamente scaturite da un cortocircuito, come si è ipotizzato.
Un rogo che ha purtroppo costretto la famiglia Bosi ad un rimedio di fortune, tra tanta solidarietà dei finalesi.
Incendio ha mandato in fumo 40mila euro di attrezzature in un capannone dell’azienda e provocato seri danni anche allo stabile e all’appartamento dei titolari, dichiarato inagibile. Danni anche all’impianto fotovoltaico sul tetto, tutti quantificabili in circa 50mila euro.
Erano all’incirca le 12 quando due squadre dei vigili del fuoco di Finale si sono portate sul posto per tentare di domare il rogo. Scaturito con ogni probabilità - anche se le cause sono ancora in fase di accertamento - da un guasto del quadro elettrico dell’inverter, che si trova all’interno del magazzino ed è collegato all’impianto fotovoltaico, posto invece sul tetto dell’edificio.
Le fiamme hanno letteralmente bruciato le attrezzature presenti all’interno del magazzino, pronte per la consegna ai clienti, e arrecato gravi danni all’impianto elettrico dello stabile tanto da renderlo completamente inagibile. Come l’abitazione dei titolari che si trova proprio sopra: il fumo nero l’ha intaccata a tal punto da costringere i vigili del fuoco ad entrare in azione celermente e con più idranti.
Il risultato è quello di un appartamento danneggiato, così come nel mobilio, dichiarato - almeno in mattinata - inagibile. In questo disastro se c’è stato un “superstite”: il pappagallo della famiglia dei titolari, tratto in salvo dai pompieri in mezzo al fumo. Titolari che non si trovavano in casa nel momento in cui l’incendio è divampato. Claudio Bosi, infatti, era ad assistere ad un torneo di calcio giovanile fuori paese a cui prendeva parte il figlio: «Eravamo venuti qui col camper, per ospitare anche altri ragazzi della squadra: ho dovuto tornare indietro, c’è un disastro, ci dobbiamo subito mettere al lavoro per ripristinare le aree e le attrezzature inagibili», ha detto.
La moglie era impegnata nel locale che gestisce in paese.
In via Fratelli Rosselli sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia municipale di Finale. Ai quali spetterà ora il compito di stabilire, una volta effettuati tutti i rilievi, se le fiamme siano effettivamente scaturite da un cortocircuito, come si è ipotizzato.
Un rogo che ha purtroppo costretto la famiglia Bosi ad un rimedio di fortune, tra tanta solidarietà dei finalesi.
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