PARLIAMOCI. Primarie Pd In otto presenti al dibattito finale, a Modena
A volte una foto vale più di un sondaggio: impietosa ma incontestabile quella che abbiamo pubblicato ieri con otto raminghe persone ad ascoltare un dibattito a tre per le primarie Pd. Otto. A Modena,...
MODENA A volte una foto vale più di un sondaggio: impietosa ma incontestabile quella che abbiamo pubblicato ieri con otto raminghe persone ad ascoltare un dibattito a tre per le primarie Pd. Otto. A Modena, non nelle valli della Bergamasca. Basta questo a capire perché negli ultimi giorni il focus dell’attenzione si è spostato dal “chi vincerà” la sfida per la segreteria del partito al “quanti si presenteranno” ai gazebo o seggi che dir li si voglia. E difficilmente nelle ultime ore si riuscirà a capovolgere il primo messaggio che in quella foto la base manda all’establishment Dem: non vi capiamo, negli ultimi mesi ancor meno del solito, ci giunge l’eco smarrita dei vostri contrasti ma non comprendiamo come da lì si possa capire che direzione prendere, tantomeno così ci emozionate...
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L’impressione, pur non fotografabile, è che il trauma della scissione e pure l’avvitarsi nei ragionamenti per scegliere tra uno dei tre candidati a cui apparentarsi abbia riguardato l’apparato del Pd e i suoi immediati dintorni più che lo zoccolo: un tempo duro e ora assottigliatosi a sandalo con cui è difficile guadare il fiume rissoso di un’opinione pubblica distratta e spesso attratta da demagoghi e urlatori. Un’altra occasione persa: riducendo il post sconfitta al referendum di dicembre a una lunga resa dei conti interna, la capacità di rispondere ai temi dell’attualità è rimasta confinata al battibecco day by day con cui guadagnarsi una citazione sui media più che un briciolo di fiducia di cittadini elettori. I più resistenti dei quali (molti più, per carità, di quegli otto...) avvertono le alternative oggi in campo a Renzi come valide giusto per una domenica di primavera; e non sentono un trasporto tale da plebiscitare un Renzi che degli errori non sembra capace di far tesoro, soprattutto sotto lo stress di un nemico interno da sconfiggere. Quella di oggi è una conta, poco più che virtuale: quello che conta è che almeno da domani il Pd provi a rimettersi in contatto con la realtà, a guardarla invece di rimirarsi in uno specchio infranto. Come i sogni e le speranze di quegli otto adorabili reduci rimasti impressi nella nostro foto. Otto, a Modena...
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