Invasione a Ponte Alto: centinaia di scout in festa a Modena
Fino al 1 maggio le delegazioni da Modena alla Bassa si accampano nel verde. Ogni squadra si cimenta in attività sul tema “Star Wars”. «Un’esperienza unica»
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MODENA Sono iniziati i festeggiamenti dedicati a San Giorgio, patrono della branca “Esploratori e Guide” degli scout. Fino al primo maggio a Ponte Alto grande ritrovo con accampamenti dei vari reparti giunti da Modena e provincia per rendere omaggio al patrono, che la chiesa festeggia il 23 aprile. Gruppi di scout di età compresa fra i 12 e 16 anni che, con guide e capi reparto, hanno la possibilità di vivere un'esperienza di condivisione e mettersi alla prova con nuove attività.
«Il patrono si festeggia tutti gli anni – racconta Elia Mazzotti, incaricato di zona - ma quest'anno abbiamo deciso di farlo in grande e a livello di zona, quindi riunire 15 gruppi da Modena città fino alla Bassa modenese. I ragazzi hanno montato le tende e sono in programma diverse attività, pratiche, di animazione e anche momenti di preghiera».
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I GRUPPI Tra i gruppi presenti: Modena 1 (parrocchia di San Faustino), Modena 2 (parrocchia di Sant'Antonio in Cittadella), Modena 3 ( parrocchia di San Pietro), Modena 6 (parrocchia di Santa Rita), Modena 8 ( parrocchia di San Paolo), Modena 9 ( parrocchia di Gesù Redentore), Bomporto 1, Cavezzo 1, Cognento 1, Massa Finalese 1, Nonantola 1, San Felice sul Panaro 1, Sant'Agata Bolognese 1, Soliera 1 e Sorbara 1.
Ogni squadriglia composta da 4 a 8 ragazzi si cimenterà in varie attività, coordinate dalle guide tra le quali anche un “progetto” sul tema Star Wars, che si lega a un percorso lanciato dall'Agesci nazionale dedicato proprio alla branca degli “Esploratori e Guide” che ha come titolo “Il risveglio della Competenza”. Obiettivo del progetto è mettere in campo gli strumenti offerti dal metodo scout, dalle specialità individuali a quelle di squadriglia, i brevetti di competenza e imparare facendo. I giovani quindi sono i protagonisti assoluti, coloro che vivono l'esperienza di essere scout come una vera scuola di vita, dove fare nuove conoscenze, imparare l'arte dell'arrangiarsi e condividere con gli altri, proprio come Samuele Guagnano, 20 anni del gruppo di Nonantola e scout da 13 anni: «È bello essere uno scout perché si vive sempre a stretto contatto con la natura e si conoscono persone molto valide, si fanno esperienze abbastanza insolite per un ragazzo del 21esimo secolo come vivere nei boschi o imparare ad accendere un fuoco. Un’esperienza unica». Della stessa opinione è Ilenia Alboresi di Cavezzo, 16 anni e scout da sei che ha trovato un vero gruppo di amici: «Conosci persone che diventano amiche, impari a gestirti da sola e a diventare più indipendente, ti aiuta nella vita ed è una crescita mentale fondamentale, soprattutto per un giovane».
Dopo la cerimonia dell'alzabandiera tenutasi ieri pomeriggio, oggi domenica 30 aprile alle 15 si terrà la Santa Messa presieduta dall'arcivescovo di Modena e Nonantola, Erio Castellucci e il saluto delle autorità.
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