SASSOLESE DI 22 anni
Al clarinettista Stefano Borghi il premio nazionale a Matera
SASSUOLO. Nuovo, soddisfacente, risultato per la musica sassolese.Stefano Borghi (nella foto), giovanissimo clarinettista nato e cresciuto all’interno della scuola di musica “Olinto Pistoni” (la...
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SASSUOLO. Nuovo, soddisfacente, risultato per la musica sassolese.
Stefano Borghi (nella foto), giovanissimo clarinettista nato e cresciuto all’interno della scuola di musica “Olinto Pistoni” (la madre, Norma Veronesi, ne è la direttrice) ha vinto il premio nazionale del Ministero della pubblica istruzione a Matera.
Borghi, solo ventiduenne, alterna le attività di musicista con quelle di insegnante e direttore, nonchè di scrittore di musica: una passione a 360 gradi. Il premio nazionale vinto a Matera vedeva in finale 30 clarinettisti provenienti da tutta Italia.
«È stato un vero e proprio tour de force – ha commentato stanco ma felice Stefano – visto che in tre giorni ho fatto Sassuolo-Matera due volte, sempre in treno. Le eliminatorie di giovedì hanno portato a due i finalisti dai trenta partecipanti iniziali; sabato c’è poi stata la finale che mi sono aggiudicato con 100/100. La premiazione ci sarà più avanti a Roma, dove sarà organizzato un evento alla presenza del ministro della pubblica istruzione e dove verranno consegnati attestati e premi in denaro per i vincitori».
Borghi, come detto espressione della scuola sassolese di musica, è anche insegnante dell’indirizzo musicale della scuola media Ruini e, pur ad un’età veramente giovane, direttore dell’orchestra a fiato dei preaccademici del conservatorio di Rovigo (con la quale ha già vinto un concorso, ad Occhiobello).
«Sono molto contento del momento che sto vivendo – ha aggiunto il giovane musicista – e dei risultati che sto portando a casa, Contento anche per le soddisfazioni che ne traggono i miei genitori; tra l’altro mia madre è stata coinvolta anche nella trasferta di Matera, accompagnandomi al pianoforte. È un periodo intenso della mia vita anche perché sto continuando a partecipare a diversi concorsi nazionali che potrebbero sfociare nell’inserimento in formazioni orchestrali di primaria grandezza ed alcuni di questi mi si adattano davvero bene». (alfonso scibona)
Stefano Borghi (nella foto), giovanissimo clarinettista nato e cresciuto all’interno della scuola di musica “Olinto Pistoni” (la madre, Norma Veronesi, ne è la direttrice) ha vinto il premio nazionale del Ministero della pubblica istruzione a Matera.
Borghi, solo ventiduenne, alterna le attività di musicista con quelle di insegnante e direttore, nonchè di scrittore di musica: una passione a 360 gradi. Il premio nazionale vinto a Matera vedeva in finale 30 clarinettisti provenienti da tutta Italia.
«È stato un vero e proprio tour de force – ha commentato stanco ma felice Stefano – visto che in tre giorni ho fatto Sassuolo-Matera due volte, sempre in treno. Le eliminatorie di giovedì hanno portato a due i finalisti dai trenta partecipanti iniziali; sabato c’è poi stata la finale che mi sono aggiudicato con 100/100. La premiazione ci sarà più avanti a Roma, dove sarà organizzato un evento alla presenza del ministro della pubblica istruzione e dove verranno consegnati attestati e premi in denaro per i vincitori».
Borghi, come detto espressione della scuola sassolese di musica, è anche insegnante dell’indirizzo musicale della scuola media Ruini e, pur ad un’età veramente giovane, direttore dell’orchestra a fiato dei preaccademici del conservatorio di Rovigo (con la quale ha già vinto un concorso, ad Occhiobello).
«Sono molto contento del momento che sto vivendo – ha aggiunto il giovane musicista – e dei risultati che sto portando a casa, Contento anche per le soddisfazioni che ne traggono i miei genitori; tra l’altro mia madre è stata coinvolta anche nella trasferta di Matera, accompagnandomi al pianoforte. È un periodo intenso della mia vita anche perché sto continuando a partecipare a diversi concorsi nazionali che potrebbero sfociare nell’inserimento in formazioni orchestrali di primaria grandezza ed alcuni di questi mi si adattano davvero bene». (alfonso scibona)
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