rezdore e alpini ai fornelli
In 160 per aiutare i medici africani
Cena di raccolta fondi a sostegno di un piccolo ospedale in Tanzania
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C’erano anche il Gruppo Alpini di Pavullo all’evento organizzato, alla chiesa di Limidi, da Medici con l’Africa - Cuamm (Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari), sezione di Modena e Reggio. Arrivati in aiuto delle anziane cuoche, gli alpini hanno messo a tavola 160 persone e reso speciale l’occasione, giunta alla tredicesima edizione e nata per raccogliere fondi a favore di uno dei principali progetti finanziati dall’organizzazione: quello che in origine era un dispensario, a Mikuni nella regione di Morogoro in Tanzania, e che oggi è divenuto un piccolo ospedale di zona, riconosciuto dal Governo.
«Lì, un reparto è dedicato a don Rino Malagoli, predecessore dell’attuale parroco, don Antonio - spiega il dottor Andrea Foracchia fondatore con altri sei colleghi, nel 2004, del Cuamm - che tanto si è profuso insieme a noi per il progetto».
Istituzione nata a Padova nel 1950, Medici con l’Africa si è poi diffusa in tutta Italia, primo organismo a essere riconosciuto a livello nazionale Ong in campo sanitario. «Oggi, nel gruppo contiamo circa 50 componenti - spiega Foracchia - di cui 7 medici rientrati dall’Africa. Lì amo sempre tornare, perché trovo l’ossigeno di cui ho bisogno». (vale.cam.)
«Lì, un reparto è dedicato a don Rino Malagoli, predecessore dell’attuale parroco, don Antonio - spiega il dottor Andrea Foracchia fondatore con altri sei colleghi, nel 2004, del Cuamm - che tanto si è profuso insieme a noi per il progetto».
Istituzione nata a Padova nel 1950, Medici con l’Africa si è poi diffusa in tutta Italia, primo organismo a essere riconosciuto a livello nazionale Ong in campo sanitario. «Oggi, nel gruppo contiamo circa 50 componenti - spiega Foracchia - di cui 7 medici rientrati dall’Africa. Lì amo sempre tornare, perché trovo l’ossigeno di cui ho bisogno». (vale.cam.)
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