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Libera: «Serra non nuova a intimidazioni» 

Libera: «Serra non nuova a intimidazioni» 

Il presidio Frignano vicino ai Bussei dopo la minaccia mafiosa. Bonaccini: «Vergognosa intimidazione»

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SERRAMAZZONI. Continua l'ondata di solidarietà nei confronti di Enrico Bussei e della moglie Francesca Marzani, dopo la notizia del ritrovamento, davanti alla loro casa di San Dalmazio, di un minaccioso teschio di capra, in stile mafioso.
Si tratta del resto di figure conosciutissime: ex presidente del Comitato contro l'inceneritore lui, consigliera 5 Stelle lei, entrambi anche attivisti di Libera. E proprio il Presidio del Frignano dell'associazione contro le mafie ieri ha inviato un forte messaggio di vicinanza: «Loro si definiscono una famiglia come tante – sottolineano dal Presidio - noi, che conosciamo da vicino l'impegno di Francesca in Consiglio e quello di entrambi in Libera, la definiamo invece una famiglia come poche. Non è scontato infatti, in un territorio come il nostro, trovare il coraggio di stare in prima linea, sempre, nella denuncia di qualsiasi forma di illegalità, in nome di valori etici ormai passati di moda. Quel teschio di capra davanti casa (intimidazione o gesto sconsiderato: saranno gli inquirenti a chiarirlo) è comunque da interpretare come risposta e avvertimento a cittadini attivi e responsabili che disturbano un sistema consolidato, pretendendo trasparenza, verità e giustizia».
Il Presidio ricorda come Serra non sia nuova ad episodi di intimidazione: «Di teste di capretto sgozzate, incendi e minacce varie, codici di un linguaggio mafioso, abbiamo letto sulla stampa locale e sentito le testimonianze, assistendo alle udienze dei procedimenti penali in cui il Comune è parte civile». Quindi una sottolineatura, in merito: «Secondo lo spirito di Libera, accogliamo con rispetto le sentenze. Dispiace però constatare come tante posizioni processuali, in questi anni, si siano chiuse con la prescrizione, cioè con un colpo di spugna che non condanna ma nemmeno assolve e lascia, sull'imputato che decida di usufruirne, l'ombra del dubbio: innocente o colpevole?».
Rinnovando la fiducia in forze dell'ordine e magistratura, il Presidio rilancia l’impegno alla vigilanza sul territorio invitando i cittadini anche a contattare il gruppo all’email: presidio.frignano@libera.it.
A livello politico, va segnalata anche la vicinanza del presidente della Regione Stefano Bonaccini, che su Facebook parla di «vergognosa intimidazione subita», augurandosi che vengano individuati al più presto i responsabili.
«Preciso impegno a perseguire chiarezza su quanto accaduto», chiede la consigliera regionale 5 Stelle Giulia Gibertoni. Ma la solidarietà è fitta anche a livello locale. A Serra, il consigliere Stefano Toni, con Fabio Merciadri, ritiene «che iniziative criminali nei confronti di privati cittadini o ancor peggio di rappresentanti pubblici richiedano una riflessione adeguata da parte dell’intero Consiglio, al fine di attivare iniziative urgenti ed efficaci di contrasto».
«Totale vicinanza» da Valter Giovannini (gruppo Pd "Bene Comune"), e così sul fronte pavullese: dal 5 Stelle Fabio Catani («colpite persone di grande umiltà e senso civico») a Stefano Iseppi (che a nome di tutto il gruppo Pd “La Torre” ha parlato di «avvenimenti che devono metterci in allarme») e l'avvocato Fausto Gianelli («fatto inquietante che lascia senza parole»).
Intanto le indagini proseguono. Anche ieri i carabinieri hanno effettuato verifiche ed accertamenti. «Grazie a tutti. Voglio ringraziare - ha detto Bussei - anche l’Arma dei carabinieri, per una attenzione e una professionalità che sono state a loro volta di conforto».
Daniele Montanari

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