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Modena

Cade in curva: muore Paolo Guazzi, dentista modenese 53enne

di Daniele Montanari
Cade in curva: muore Paolo Guazzi, dentista modenese 53enne

L’odontoiatra, che aveva lo studio in via Dalla Chiesa, lascia figlia e compagna. Sbandando ha falciato un gruppo di ciclisti

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MODENA. Quel post su Facebook datato 29 aprile in cui dedica la prima rosa del giardino alla fidanzata rimarrà l'ultimo romantico messaggio sulla bacheca di Paolo Guazzi. Il noto dentista modenese, titolare di uno studio in viale Carlo Alberto Dalla Chiesa, è morto il 1 maggio sul colpo, in un tremendo incidente motociclistico alle porte di Stella, a Serramazzoni.

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È successo verso le 11.45, nel tratto in salita della via Giardini Nord che presenta una forte curva verso destra all'altezza del bivio con via Poggio Valle. Secondo la prima ricostruzione, il 53enne ha perso il controllo della sua Ducati Monster nella parte centrale della curva: probabilmente nel disperato tentativo di riprendere il controllo, ha tirato il freno anteriore (ha “pinzato” come si dice) e la coda della moto si è alzata facendolo cadere violentemente a terra. Fatalità ha voluto che proprio in quel momento arrivasse dal lato opposto, in discesa, un gruppo di quattro cicloamatori di Fiorano (tra i 55 e i 60 anni: erano stati a fare un giro in mountain bike a Monfestino) e un altro centauro. Nel scivolare sull'asfalto, la moto di Guazzi ha travolto tutti. Poteva diventare una strage: telai delle bici accartocciati, ciclisti a terra da una parte e dall'altra e un altro centauro riverso sulla strada... Invece i cicloamatori sono incredibilmente rimasti quasi illesi: solo lievi escoriazioni, neanche un osso rotto. Più grave la situazione del secondo centauro, il 45enne R.F. di Sassuolo, che stava rientrando a casa dopo aver aiutato il padre Ernesto Fornaciari a sistemare il cancello della loro casa di Serra. Soccorso dai volontari dell'Avap di Serra, è stato poi condotto dall'elisoccorso a Baggiovara con traumi di media gravità.
«L'ho visto all'ospedale, era sotto choc» ha raccontato il padre, venuto assieme all'altro figlio sul luogo per rendersi conto dell'incidente. «E quell'altro povero ragazzo lì steso... Non si può morire così» ha detto tra le lacrime.
Guazzi lascia la figlia e la compagna di Scandiano.
Via Giardini è rimasta chiusa al traffico, per i rilievi necessari da parte della polizia municipale del Frignano. Sul posto anche alcuni famigliari dei ciclisti, in ansia: «Mio marito – ha raccontato Patrizia Caroli, arrivata con la figlia - mi ha detto solo: “Siamo stati centrati da una moto”, poi il telefono non prendeva più. Non ci ho più visto, temevo il peggio: ero a Modena e non so come ho fatto a guidare fin qui».
«Siamo stati un po' miracolati noi ciclisti – ha sottolineato lui, Valter Ferrari – solo qualche sbucciatura. Poveretto invece quell'altro».
Portata in Medicina legale, la salma di Guazzi è stata riconosciuta ieri mattina dall'anziana madre. Una scena straziante. Niente autopsia: è bastato solo un esame esterno per la Procura, che ha liberato la salma nel tardo pomeriggio per l'allestimento della camera ardente alla funeral home Terracielo. Da qui domani alle 14.30 partirà il corteo per il funerale (seguito dalle Onoranze Simoni) che sarà celebrato alle 15 nella chiesa di Santa Rita, dove stasera alle 21 ci sarà la recita del rosario.
Daniele Montanari

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