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Fisioterapista di Cavezzo in condizioni disperate 

Fisioterapista di Cavezzo in condizioni disperate 

Giorgio Lodi, titolare di uno studio, ha collaborato per anni con il calcio e il basket  È ricoverato a Carpi, un macabro tam tam su internet lo vuole deceduto da lunedì

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CAVEZZO. Giorgio Lodi non c’è più. La notizia della sua morte è giunta purtroppo martedì in tarda serata dall’ospedale di Carpi. Dove il fisioterapista 47enne era ricoverato, in condizioni disperate, da qualche giorno. Giorgio lascia la mamma Anna, il fratello Luca, l’ex moglie Monica e la figlia Cecilia. I funerali si celebreranno giovedì 4 maggio nella sua Cavezzo, alle 15,30, presso la chiesa di via Volturno.

 

Una vita appesa ad un filo, in condizioni disperate nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Carpi. Ma Giorgio Lodi ieri era ancora ricoverato, a seguito di un malore che lo ha colto all’improvviso.
La notizia della morte dello stimato fisioterapista 47enne di Cavezzo, macabramente e prematuramente rilanciata ieri da qualche organo d’informazione online, non ha fatto altro che amplificare, soprattutto su Facebook, il dolore e lo sconforto tra quanti lo conoscono e amano. In modo particolare i suoi cari - la mamma Anna, il fratello Luca e la piccola figlia Cecilia – costretti a gestire e subire premature condoglianze.
Giorgio non è stato dichiarato ufficialmente morto, anche se è tenuto in vita artificialmente, grazie alle macchine.
Una situazione ai limiti del paradosso che internet non ha saputo gestire, sfociando in una marea di messaggi di cordoglio, sempre ieri sui social. A testimonianza, questo sì, di quanti, tra amici e conoscenti, gli sono legati da un sentimento di affetto e stima.
Perché Lodi ha un avviato Studio di fisioterapia in paese, in via Allende, e in tanti anni di professione in molti si sono affidati alle sue cure. Dopo il diploma in ragioneria a Mirandola e la laurea in fisioterapia all’università di Modena, ha prestato i suoi servizi presso stimate realtà sportive della zona.
Negli anni Novanta, per esempio, è stato il fisioterapista ufficiale del Basket Cavezzo femminile. Dove ha ricoperto questo ruolo occupandosi della prima squadra, sia in serie B che in A2, e del settore giovanile “in modo ineccepibile e professionale”, come ha ricordato il direttore sportivo Giancarlo Tampellini.
Negli anni 2000, poi, è stato fisioterapista anche nel Carpi calcio, dove ha visto crescere e “curato” generazioni di ragazzini che sono ancora affettuosamente legati a lui: «È stato amore a prima vista - afferma Leonardo Luppi, grande amico di Giorgio – io ero bambino e giocavo nel Carpi, ma da allora siamo rimasti molto amici. Per me è come un fratello, anzi, di più, è un papà».
Senza contare tutti coloro che si sono affidati alle sue mani presso lo Studio in paese, inclusi molti calciatori di Cavezzo e dintorni che, nel corso degli anni, hanno bussato alla sua porta per essere rimessi in sesto da qualche acciacco. Tutti a piangerlo, ieri. Lacrime vere e sentite verso un ragazzo, un papà, che ha vissuto gli ultimi anni tra alti e bassi, tra gioie e dolori, costretto all’ultima disperata battaglia, e alle distorsioni di una “rete” senza rete.
Valentina Corsini

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