Il Palazzo Vescovile riapre le porte
di Serena Arbizzi
Il vescovo Cavina ha presentato in anteprima il restauro dell’edificio, fra tesori artistici e fregi scoperti durante i lavori
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Verrà inaugurato ufficialmente entro il mese di maggio, dopo lo splendore ritrovato, a quasi cinque anni da quelle terribili scosse di terremoto che, nel maggio 2012, hanno modificato per sempre il volto di Carpi e della Bassa. E le opere di restauro si sono trasformate in un’opportunità per riscoprire uno dei gioielli architettonici più affascinanti della città, facendo uscire allo scoperto tesori artistici riemersi durante i lavori.
È il caso del Palazzo Vescovile, riaperto in occasione dell’inaugurazione della Cattedrale dell’Assunta, il 25 marzo scorso. Palazzo da cui è partita la celebrazione ufficiale per la riapertura del Duomo, evento vissuto da tutta la città, sia da credenti, sia da laici.
Ieri, il vescovo Francesco Cavina, al termine della conferenza stampa di presentazione della Festa del Patrono, ha offerto una visita in anteprima, svelando le peculiarità di quadri, di ornamenti alle pareti e di un passaggio interno che collega il Vescovado e il Duomo. Curiosità che hanno lasciato a bocca aperta i partecipanti, ammirati di fronte a tanta bellezza. Segreti che i carpigiani potranno conoscere in occasione dell’inaugurazione del Vescovado di corso Fanti. L’intenzione, infatti, dopo il taglio del nastro al quale parteciperà un gruppo di bambini, è quella di consentire a chi lo vorrà di visitare e ammirare da vicino lo splendore artistico racchiuso tra le pareti del Vescovado. «Il Palazzo Vescovile sarà inaugurato a breve, entro il mese di maggio» afferma monsignor Francesco Cavina, mentre mostra uno dei quadri di pregio che adorna lo studio vescovile. Si tratta di un’opera di Orazio Sammacchini, discepolo del Carracci, di fine 1500. All’interno della stessa prestigiosa stanza, poi, sono stati scoperti i colori originali alle pareti, che risalgono al Settecento. «Durante le operazioni di restauro, poi, si è potuti risalire alla scoperta di fregi originali». prosegue il vescovo Cavina. Questo, in particolare nell’anticamera e nella cappella, dove questi fregi erano stati ricoperti da una tappezzeria. «Addirittura abbiamo ritrovato l’altare originale della cappella che risale al 1600 - conferma il vescovo Cavina - Attualmente si trova in una parrocchia».
All’interno dell’edificio ci sono poi altre sale che potrebbero racchiudere tesori artistici non ancora disvelati. Completamente risistemata dopo il sisma è stata anche la Loggetta del 1400, la parte più antica del Palazzo, dove c’è un ingresso che conduce direttamente alla Cattedrale: qui, dopo le scosse, il soffitto era pesantemente danneggiato. È stato possibile riscoprire parte di questi tesori grazie al finanziamento dell’8 per mille della Conferenza Episcopale italiana.
Buona parte dei preziosi quadri che fanno bella mostra di sè a Palazzo Vescovile sono stati trasferiti dapprima dalle guardie svizzere in Seminario, dove sono state portate al riparo dal sisma. Poi, le opere sono state riportate al Palazzo Vescovile. Monsignor Cavina continua a ricevere persone durante gli appuntamenti nell’appartamento collocato nella parte più interna del Vescovado.
È il caso del Palazzo Vescovile, riaperto in occasione dell’inaugurazione della Cattedrale dell’Assunta, il 25 marzo scorso. Palazzo da cui è partita la celebrazione ufficiale per la riapertura del Duomo, evento vissuto da tutta la città, sia da credenti, sia da laici.
Ieri, il vescovo Francesco Cavina, al termine della conferenza stampa di presentazione della Festa del Patrono, ha offerto una visita in anteprima, svelando le peculiarità di quadri, di ornamenti alle pareti e di un passaggio interno che collega il Vescovado e il Duomo. Curiosità che hanno lasciato a bocca aperta i partecipanti, ammirati di fronte a tanta bellezza. Segreti che i carpigiani potranno conoscere in occasione dell’inaugurazione del Vescovado di corso Fanti. L’intenzione, infatti, dopo il taglio del nastro al quale parteciperà un gruppo di bambini, è quella di consentire a chi lo vorrà di visitare e ammirare da vicino lo splendore artistico racchiuso tra le pareti del Vescovado. «Il Palazzo Vescovile sarà inaugurato a breve, entro il mese di maggio» afferma monsignor Francesco Cavina, mentre mostra uno dei quadri di pregio che adorna lo studio vescovile. Si tratta di un’opera di Orazio Sammacchini, discepolo del Carracci, di fine 1500. All’interno della stessa prestigiosa stanza, poi, sono stati scoperti i colori originali alle pareti, che risalgono al Settecento. «Durante le operazioni di restauro, poi, si è potuti risalire alla scoperta di fregi originali». prosegue il vescovo Cavina. Questo, in particolare nell’anticamera e nella cappella, dove questi fregi erano stati ricoperti da una tappezzeria. «Addirittura abbiamo ritrovato l’altare originale della cappella che risale al 1600 - conferma il vescovo Cavina - Attualmente si trova in una parrocchia».
All’interno dell’edificio ci sono poi altre sale che potrebbero racchiudere tesori artistici non ancora disvelati. Completamente risistemata dopo il sisma è stata anche la Loggetta del 1400, la parte più antica del Palazzo, dove c’è un ingresso che conduce direttamente alla Cattedrale: qui, dopo le scosse, il soffitto era pesantemente danneggiato. È stato possibile riscoprire parte di questi tesori grazie al finanziamento dell’8 per mille della Conferenza Episcopale italiana.
Buona parte dei preziosi quadri che fanno bella mostra di sè a Palazzo Vescovile sono stati trasferiti dapprima dalle guardie svizzere in Seminario, dove sono state portate al riparo dal sisma. Poi, le opere sono state riportate al Palazzo Vescovile. Monsignor Cavina continua a ricevere persone durante gli appuntamenti nell’appartamento collocato nella parte più interna del Vescovado.
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