Insegna ai corsi di difesa per le donne e picchia la sua ex
di Stefano Totaro
Il 40enne l’ha rapinata, malmenata e nell’ultima sfuriata le ha rotto un braccio: denuncia e divieto di avvicinamento
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Dà lezioni di difesa personale alle donne e poi picchia la convivente, trasformandosi proprio in uno di quei mostri che lui stesso combatte, insegnando alle sue allieve come difendersi dalle sue violenze. Nel giro di qualche mese questo 40enne ha prima rapinato la sua convivente, poi l’ha mandata in ospedale per lesioni ed escoriazioni varie poi, al culmine della sua violenza scatenata dalla gelosia e per il fatto che non voleva che i loro rapporto ormai deteriorato finisse, l’ha mandata sotto ai ferri del chirurgo. Le ha spezzato l’avambraccio: una frattura scomposta dell’ulna, quaranta giorni di prognosi, provocata da una mossa di arti marziali, proprio di quelle che lui insegna ai corsi che lui tiene in Nord Italia, nei centri estetici, strutture private che ospitano anche questo tipo di iniziative.
I carabinieri, che sin dall’inizio avevano seguito e raccolto le denunce della donna, una avvocatessa civilista 36enne che abita in città, hanno denunciato il 40enne, casertano e che lavora perlopiù in Alto Adige, per i reati di lesioni gravi continuate, furto e violazione di domicilio. Il giudice, alla luce di tutto ciò, ha emesso una misura cautelare che vieta al 40enne violento di avvicinarsi alla ex convivente (la soglia sono i duecento metri di distanza) e di risiedere nel Comune di Modena.
La prima volta in cui la donna si era rivolta ai carabinieri è stata in dicembre dell’anno scorso: aveva raccontato che il suo convivente, che non voleva convincersi che ormai il rapporto si stava concludendo, le aveva strappato violentemente la borsetta per impossessarsi di chiavi, telefono cellulare ad altri effetti personali. Un modio per “avere” i suoi oggetti, per monitorare la donna. I due infatti risultano conviventi ma la loro frequentazione non era quotidiana: per il fatto che il 40enne, lavorando in Alto Adige dove tiene anche i corsi di difesa per donne, spesso si assenta per periodi medio lunghi. È quando torna, come denunciato dalla donna, non manca di scatenare contro di lei tutta la sua ossessiva e violenta gelosia.
In febbraio la donna era dovuta recarsi a pronto soccorso: era stata picchiata e i colpi le avevano procurato ferite ed escoriazioni guaribili in una quindicina di giorni.
Non è finita: il 14 aprile il 40enne entra in azione nella casa della donna e al culmine del litigio le sferra alcune testate, le afferra i capelli, la trascina per terra e conclude con una mossa di arti marziali che le spezza l’ulna di un braccio. La donna viene operata e dopo i giorni necessari rientra a casa. Il 20 aprile arriva disperata una chiamata ai carabinieri: il 40enne si era arrampicato al secondo piano della sua casa e picchiava con forza contro la finestra perché voleva entrare, voleva... “fare la pace”.
I carabinieri, che sin dall’inizio avevano seguito e raccolto le denunce della donna, una avvocatessa civilista 36enne che abita in città, hanno denunciato il 40enne, casertano e che lavora perlopiù in Alto Adige, per i reati di lesioni gravi continuate, furto e violazione di domicilio. Il giudice, alla luce di tutto ciò, ha emesso una misura cautelare che vieta al 40enne violento di avvicinarsi alla ex convivente (la soglia sono i duecento metri di distanza) e di risiedere nel Comune di Modena.
La prima volta in cui la donna si era rivolta ai carabinieri è stata in dicembre dell’anno scorso: aveva raccontato che il suo convivente, che non voleva convincersi che ormai il rapporto si stava concludendo, le aveva strappato violentemente la borsetta per impossessarsi di chiavi, telefono cellulare ad altri effetti personali. Un modio per “avere” i suoi oggetti, per monitorare la donna. I due infatti risultano conviventi ma la loro frequentazione non era quotidiana: per il fatto che il 40enne, lavorando in Alto Adige dove tiene anche i corsi di difesa per donne, spesso si assenta per periodi medio lunghi. È quando torna, come denunciato dalla donna, non manca di scatenare contro di lei tutta la sua ossessiva e violenta gelosia.
In febbraio la donna era dovuta recarsi a pronto soccorso: era stata picchiata e i colpi le avevano procurato ferite ed escoriazioni guaribili in una quindicina di giorni.
Non è finita: il 14 aprile il 40enne entra in azione nella casa della donna e al culmine del litigio le sferra alcune testate, le afferra i capelli, la trascina per terra e conclude con una mossa di arti marziali che le spezza l’ulna di un braccio. La donna viene operata e dopo i giorni necessari rientra a casa. Il 20 aprile arriva disperata una chiamata ai carabinieri: il 40enne si era arrampicato al secondo piano della sua casa e picchiava con forza contro la finestra perché voleva entrare, voleva... “fare la pace”.
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