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Modena, il “re degli avocado” strega New York: il 30enne Biggi al top

di Francesco Dondi
Modena, il “re degli avocado” strega New York: il 30enne Biggi al top

Alessandro ha creato un locale che serve solo frutti messicani. Specialista del marketing, ha già fatto affari con Murdoch

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MODENA. In principio fu il cocco, venduto da urlatori sulle spiagge della Riviera. Ma il cibo è sempre foriero di innovazione e nell’era dei prodotti di nicchia che fanno successo entra di diritto l’invenzione del 30enne modenese Alessandro Biggi e dei cugini di Prato Francesco Brachetti e Alberto Gramigni. Sono i tre soci dell’Avocaderia, un piccolo locale aperto il 10 aprile a Industry City, nella parte bassa di Brooklyn, che sta già facendo parlare di sé in tutta New York e non solo. Sul bar specializzato in avocado, il frutto verde che cresce in Messico e in tutta l’America centrale, ha acceso i riflettori il New York Times ancora prima dell’apertura e poi sono stati in tanti a interessarsene, compresa la Fox. Tutta pubblicità per i tre ragazzi, che pensavano di partire in salita e invece si sono trovati davanti un’autostrada in discesa.

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«Sì, è vero, siamo partiti forte - racconta Alberto Gramigni - Nei primi due giorni abbiamo fatto sold out e ora speriamo di stabilizzarci per poter programmare con calma. Se le cose andranno bene, stiamo pensando di fare dell’Avocaderia un brand e aprire altri locali a New York e sulla West Coast». Intanto, nella sola prima settimana, ci sono stati oltre 1500 clienti. Il segreto è semplice: l’avocado, rigorosamente acquistato in Messico, è alla base delle decine di piatti che ogni giorno vengono serviti. Pietanze fredde o calde, energetiche e leggere, rapide da consumare com’è la necessità della clientela.


Biggi, all’Avocaderia, si occupa principalmente di marketing e non potrebbe essere alto visto che dagli studi alla Bocconi ha inanellato una serie di successi imprenditoriali con pochi precedenti. Ad appena 26 anni, infatti, insieme a tre amici, apre a Treviso la startup “20lines”, un portale web dove autori e lettori si incontrano e partecipano alla stesura di un libro. Si parte da un incipit e poi, in massimo 20 righe, gli altri utenti sviluppano la trama. Il progetto piace e arriva negli Stati Uniti e viene acquistato dalla casa editrice HarperCollins, che fa capo all’impero di Rupert Murdoch, magnate dell’editoria mondiale.


Dopo il primo grande affare, Biggi, che lavora a Seattle, lancia un’altra progetto di web marketing: si chiama Zooppa, è una piattaforma creativa per la produzione di video pubblicitari, nata a Venezia da un team di italiani e cresciuta negli States dove vanta collaborazioni con diverse marchi mondiali.
Ma per il 30enne Alessandro è evidentemente fondamentale innovare e così accetta con entusiasmo la proposta di Francesco Brachetti, suo ex compagno all’università. L’idea di “Avocaderia” lo travolge, lascia Seattle e si trasferisce a New York dove apre il primo progetto gastronomico.


«La differenza lì a Brooklyn - spiega Alberto - è il volume degli investimenti. La food hall dove abbiamo aperto noi fa parte di un grande complesso ex industriale dove ha investito pesantemente la società che è già proprietaria del Chelsea Market a Manhattan. Gli ambienti industriali sono stati trasformati in spazi per professionisti e creativi, alcune migliaia di persone che sono il nostro bacino di clienti. I proprietari dell’area ci facilitano perché noi, insieme ad altre realtà simili, siamo per loro un servizio che offrono ai loro clienti».

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