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Modena, laurea alla memoria a Francesca Pirozzi

Modena, laurea alla memoria a Francesca Pirozzi

La studentessa scomparsa per malattia a 24 anni mentre preparava la tesi all’Università

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MODENA. Francesca Pirozzi, la studentessa universitaria, istruttrice di nuoto, scomparsa prematuramente il 7 agosto 2016, a soli 24 anni, a causa di una grave malattia, sarà insignita della laurea “alla memoria” in “Scienze e Tecnologie Erboristiche” rilasciata dall'Università di Modena.
Aveva concordato con la professoressa l’invio del file per una prima correzione a distanza per poi poterla incontrare di persona dopo l’estate scorsa.


Ma la malattia ha avuto il sopravvento e la tesi è rimasta nel suo cassetto. Nei giorni scorsi, ai genitori è arrivata la conferma dalla segreteria dell'ateneo emiliano che li informava della cerimonia di consegna prevista per martedì 9 alle ore 14. Racconta il padre Marco: «Ero rimasto in contatto con l’università ed alcune sue amiche del corso di laurea con le quali è nata l’idea di un attestato alla memoria. La tesi non poteva che essere legata alla sua malattia “Alimentazione ed integrazione durante il trattamento chemioterapico”. Individuata la materia di base e la professoressa, ha costruito l’impianto, i contenuti ed ha comunicato a scrivere. Sul letto d’ospedale in qualche modo costruiva i capitoli sfogliando libri ed appunti ma soprattutto coglieva gli spunti di infermieri, medici e le persone che per mesi hanno frequentato questa sua nuova casa. Non c’era persona che non le faceva i complimenti per la forza che aveva di sottoporsi alle più svariate introduzioni di liquidi, analisi – ricorda il padre - Il tutto condito con dolori vari e una gestione del corpo che stava rispondendo alle cure. Ma lei continuava a scrivere, a studiare senza mai smettere di sorridere a tutti. Anche il primario di tanto in tanto le passava un testo e “controllava” lo stato del lavoro universitario. Mia figlia aveva un senso del dovere e delle regole: le piaceva che tutto fosse definito e perfetto».


«Non ha mai cercato il voto massimo, la lode. Le considerava cose eccessive, quasi finte – ha detto ancora il papà con le lacrime agli occhi - Le bastava superare la prova, raggiungere il traguardo, senza necessariamente dover essere la prima. Raggiunto un traguardo, fatto l’ennesimo esame, portava subito l’attenzione al prossimo. Davanti al professore di turno non ne faceva cenno, si comportava come se tutto fosse normale e incalzava con le sue risposte un dialogo che per nessun motivo avesse “facilitato” l’esame. Questa era Francesca». (m.p.)

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