Gazzetta di Modena

Modena

«Rischio privatizzazioni per la sanità del distretto» 

«Rischio privatizzazioni per la sanità del distretto» 

Nonantola. La Cgil giudica positive le nuove case della salute, ma denuncia i rischi La direttrice Dallari: «La Medicina territoriale è la soluzione». Più accessi diretti

2 MINUTI DI LETTURA





NONANTOLA. Ben venga una sanità del futuro più legata al territorio ed alle esigenze dei singoli, ma attenti alle privatizzazioni.
È questo il messaggio trasmesso a Nonantola, durante l’incontro organizzato dalla Cgil sui cambiamenti in atto nel distretto sanitario dell’Unione del Sorbara.
Con l’entrata di Castelfranco e San Cesario nell'Unione, l'ente politico ricopre l’estensione del relativo distretto sanitario, quello di Castelfranco, all’interno del quale si trovano due case della salute, una a Bomporto ed una a Castelfranco.
Antonella Dallari, direttrice del distretto, ha definito queste due strutture «la soluzione per la nuova medicina territoriale. Si tratta di una medicina basata sui bisogni della persona, sanitari e sociali», ha spiegato.
Le strutture ospedaliere, hanno detto i relatori, hanno un tasso di tecnologia sempre più elevato, e questo permette che siano dedicate sempre più alla trattazione dei casi acuti, mentre le case della salute accolgono i casi più lievi e cronici.
Un esempio lo ha fatto il dottor Gian Luigi Monari, medico di famiglia, che ha parlato dei pazienti affetti da diabete seguiti a Bomporto: «Su 1056 pazienti che potevano essere inseribili, ne abbiamo messi in cura 874». Un altro esempio di successo per la medicina diretta sono stati i primi dati emersi dall’apertura del nuovo centro prelievi ad accesso diretto, che supera la necessità di rivolgersi al Cup. «Nella prima settimana, a febbraio, abbiamo avuto 210 accessi, mentre nella settimana ad accesso libero gli accessi sono stati 375 - ha detto Dallari - Aspettiamo a dare giudizi, ma per ora sembra che le cose stiano andando bene».
«La settimana scorsa le prenotazioni al Cup sono state 137, un terzo rispetto allo scorso anno», ha detto Mauro Andreoli, direttore amministrativo dell’Ausl di Modena.
A fronte di questi miglioramenti, però, c’è incertezza per il futuro, come sottolinea Tamara Calzolari, della Cgil di Modena: «È importante la battaglia sulle risorse, siamo preoccupati su questo punto».
I continui tagli alla sanità, infatti, mettono in pericolo il sistema pubblico, favorendo quello privato: «La Cgil pensa che la sanità sia un diritto universale. Gli impegni presi dal ministro Lorenzin sono stati in parte erosi. Il privato è per chi ha le risorse, e la sanità contrattuale esclude chi è fuori dal mondo del lavoro. Siamo in difficoltà per molte prestazioni, come i piccoli interventi ambulatoriali, ed il sistema non deve far aspettare tempi biblici alle persone. Le case della salute - ha concluso - sono una scommessa da mettere alla prova, ma non dobbiamo mollare la presa, chiedere risorse ed investimenti sul territorio».
Enrico Vincenzi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google