Telefono Amico a quota 4mila chiamate
Laura Solieri
Chi risponde affronta i drammi della depressione e della solitudine. Collegamenti su due numeri 24 ore su 24
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MODENA. L’associazione “Telefono Amico Modenese” è attivo dal 1987 e conta una trentina di volontari.
Tra i suoi obiettivi la prevenzione al suicidio, offrendo un servizio di counseling telefonico, rivolto a chi in emergenza emotiva. La sua missione è anche quella di avvicinare, sempre per telefono, chi è in depressione o in uno stato di solitudine e cerca qualcuno con cui parlare.
«Nel nostro centro sono due le linee telefoniche sulle quali prestiamo servizio – spiega la presidente Renata Cappi - Su una linea è attivo il numero locale: 059 210818 dal lunedì al giovedì, dalle 14 alle 21. Il sabato mattina solo dalle 10 alle 13.
Sul 199 284284 invece, che è il nostro numero a livello nazionale e che risponde tutti i giorni dalle 10 alle 24, c’è il collegamento con tutti i centri di Telefono Amico Italia. I nostri volontari sono formati attraverso corsi di formazione. Ho scoperto che l’ascolto è un'arma molto potente che pochi sanno usare veramente. L'ascolto degli altri impone, in qualche maniera, anche l'ascolto di sé stessi, una maggiore consapevolezza di sé e un considerevole miglioramento del rapporto e della comunicazione con gli altri in tutti gli ambiti della propria vita».
Oggi, ben 300 centri di soccorso telefonico sparsi nel mondo, tra i quali anche il Telefono Amico Italia, sono raggruppati in un’associazione internazionale: Ifotes. Sulla base degli ultimi dati statistici, i volontari hanno ricevuto, nel 2015, circa 50 mila telefonate valide (82.000 contatti) segno che il desiderio di comunicare si è oggi trasformato in un vero e proprio bisogno.
«Al nostro centro di Modena, in particolare, ne sono arrivate complessivamente circa 4.000 - continua Renata Cappi, suddivise sui due servizi, locale e nazionale, corrispondenti ad una media giornaliera di 7 chiamate della durata media di 20 minuti.
I dati statistici segnalano che gli utenti del servizio sono in maggioranza uomini, e precisamente il 60% contro il 40% di donne. Per quello che riguarda, invece, il contesto familiare di chi ci chiama, il 49% vive solo».
«Telefono Amico Modenese festeggia quest'anno i trent’ anni di attività – prosegue il volontario Osvaldo Mussatti - Per questo motivo, è nostra intenzione organizzare quest’anno, in ottobre, un convegno attraverso il quale offrire alla cittadinanza modenese l’occasione di riflettere sull’importanza dell’ascolto come strumento di comprensione di sé e dell’altro e come prevenzione all'emarginazione, solitudine e depressione. Fare il volontario presso Telefono Amico non è da tutti implica una costante disponibilità a mettersi in discussione, a mettersi in gioco, perché relazionarsi con l’altro, con l’altro che sta male, che vive un disagio, che manifesta sé stesso anche negli aspetti più intimi, implica anche la possibilità di entrare in crisi, di sentirsi inadeguati, di giungere a dubitare delle proprie certezze, a volte di sentire minacciato il proprio sistema di valori. Per questo motivo uno degli obblighi di chi entra in associazione, oltre a quello di prestare tre ore di ascolto alla settimana, è quello di partecipare agli incontri di formazione permanente che si svolgono ogni due/tre settimane per tutto l’anno».
Il 25 settembre prossimo alle 21 a Modena presso la sede del Centro Servizi Volontariato (Viale Cittadella 30) si terrà la serata di presentazione aperta a tutti del 26° corso di formazione per diventare volontari di questa associazione. Per informazioni: 393 522 02 88, modena@telefonoamico.it www.telefonoamicomodenese.it
Tra i suoi obiettivi la prevenzione al suicidio, offrendo un servizio di counseling telefonico, rivolto a chi in emergenza emotiva. La sua missione è anche quella di avvicinare, sempre per telefono, chi è in depressione o in uno stato di solitudine e cerca qualcuno con cui parlare.
«Nel nostro centro sono due le linee telefoniche sulle quali prestiamo servizio – spiega la presidente Renata Cappi - Su una linea è attivo il numero locale: 059 210818 dal lunedì al giovedì, dalle 14 alle 21. Il sabato mattina solo dalle 10 alle 13.
Sul 199 284284 invece, che è il nostro numero a livello nazionale e che risponde tutti i giorni dalle 10 alle 24, c’è il collegamento con tutti i centri di Telefono Amico Italia. I nostri volontari sono formati attraverso corsi di formazione. Ho scoperto che l’ascolto è un'arma molto potente che pochi sanno usare veramente. L'ascolto degli altri impone, in qualche maniera, anche l'ascolto di sé stessi, una maggiore consapevolezza di sé e un considerevole miglioramento del rapporto e della comunicazione con gli altri in tutti gli ambiti della propria vita».
Oggi, ben 300 centri di soccorso telefonico sparsi nel mondo, tra i quali anche il Telefono Amico Italia, sono raggruppati in un’associazione internazionale: Ifotes. Sulla base degli ultimi dati statistici, i volontari hanno ricevuto, nel 2015, circa 50 mila telefonate valide (82.000 contatti) segno che il desiderio di comunicare si è oggi trasformato in un vero e proprio bisogno.
«Al nostro centro di Modena, in particolare, ne sono arrivate complessivamente circa 4.000 - continua Renata Cappi, suddivise sui due servizi, locale e nazionale, corrispondenti ad una media giornaliera di 7 chiamate della durata media di 20 minuti.
I dati statistici segnalano che gli utenti del servizio sono in maggioranza uomini, e precisamente il 60% contro il 40% di donne. Per quello che riguarda, invece, il contesto familiare di chi ci chiama, il 49% vive solo».
«Telefono Amico Modenese festeggia quest'anno i trent’ anni di attività – prosegue il volontario Osvaldo Mussatti - Per questo motivo, è nostra intenzione organizzare quest’anno, in ottobre, un convegno attraverso il quale offrire alla cittadinanza modenese l’occasione di riflettere sull’importanza dell’ascolto come strumento di comprensione di sé e dell’altro e come prevenzione all'emarginazione, solitudine e depressione. Fare il volontario presso Telefono Amico non è da tutti implica una costante disponibilità a mettersi in discussione, a mettersi in gioco, perché relazionarsi con l’altro, con l’altro che sta male, che vive un disagio, che manifesta sé stesso anche negli aspetti più intimi, implica anche la possibilità di entrare in crisi, di sentirsi inadeguati, di giungere a dubitare delle proprie certezze, a volte di sentire minacciato il proprio sistema di valori. Per questo motivo uno degli obblighi di chi entra in associazione, oltre a quello di prestare tre ore di ascolto alla settimana, è quello di partecipare agli incontri di formazione permanente che si svolgono ogni due/tre settimane per tutto l’anno».
Il 25 settembre prossimo alle 21 a Modena presso la sede del Centro Servizi Volontariato (Viale Cittadella 30) si terrà la serata di presentazione aperta a tutti del 26° corso di formazione per diventare volontari di questa associazione. Per informazioni: 393 522 02 88, modena@telefonoamico.it www.telefonoamicomodenese.it
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