Abusi edilizi al maneggio Il Comune: «Demolite»
San Prospero. Quattro anni dopo l’ispezione della municipale arriva l’ordinanza La proprietà: «Ci adoperiamo per sistemare, la situazione è sotto controllo»
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SAN PROSPERO. Era l’agosto 2013 quando la polizia municipale, per verificare il rispetto di una precedente ordinanza di sospensione dei lavori, entrò nel maneggio. E da quel sopralluogo vennero annotati numerosi abusi edilizi con costruzioni mai autorizzate eppure presenti. Ora, a distanza di quasi quattro anni, e con in mezzo un terremoto con tutta la devastazione del caso e le complessità logistiche a cui hanno dovuto fare fronte gli uffici comunali e la proprietà, è stata firmata un’ordinanza che impone di eseguire, entro 90 giorni dalla data del ricevimento, “la demolizione e la rimessa in ripristino dello stato dei luoghi alle condizioni preesistenti. Per le sole opere conformi è consentito regolarizzare gli abusi edilizia in sanatoria”.
Appena la proprietà della struttura - che dal 2013 al 2017 è cambiata - ha iniziato ad affrontare i temi della ricostruzione, ha avviato un costante confronto con i tecnici del Comune e con i quali sono stati pianificati alcuni interventi edilizi, necessari a rimettere in sesto l’impianto e a sanare le irregolarità emerse nel corso del tempo. Un percorso che permetterà anche alla cinquantina di cavalli ospitati di riavere spazi adeguati e perfettamente funzionanti.
Si parte comunque da alcune contestazioni di base: rampa di accesso in cemento per consentire agli animali di salire fino al primo piano della stalla-fienile e riposare nei box ricavati all’interno; una struttura in metallo ad uso maneggio coperto di quasi 900 metri quadrati; altri due box in legno e anche una “giostra” del diametro di 13 metri. Situazioni che tramite demolizione o sanatoria potranno essere sistemate, garantendo la ripresa - con i fondi della ricostruzione post sisma - dell’intero maneggio ora in difficoltà anche a causa della complessa analisi burocratica effettuata dai tecnici della proprietà privata con i colleghi del Comune.
Ma servirà tempo prima di riportare la situazione allo stato iniziale. Al momento il confronto dialettico tra le parti procede regolarmente seppur, a chiosa della propria ordinanza e come informativa al destinatario dell’ordinanza, dal municipio fanno sapere che in caso di inottemperanza scatterà la denuncia.
«La nostra azienda - fa sapere la proprietaria - si è adoperata, attraverso tecnici specializzati, in modo trasparente e a norma di legge e che non ci sono motivi "occulti" tali per cui a oggi le strutture in questione, siano ancora presenti. Tutto ciò è ampiamente dimostrabile dalle documentazioni in possesso dei nostri tecnici. È una situazione sotto controllo e soprattutto trasparente».(fd)
Appena la proprietà della struttura - che dal 2013 al 2017 è cambiata - ha iniziato ad affrontare i temi della ricostruzione, ha avviato un costante confronto con i tecnici del Comune e con i quali sono stati pianificati alcuni interventi edilizi, necessari a rimettere in sesto l’impianto e a sanare le irregolarità emerse nel corso del tempo. Un percorso che permetterà anche alla cinquantina di cavalli ospitati di riavere spazi adeguati e perfettamente funzionanti.
Si parte comunque da alcune contestazioni di base: rampa di accesso in cemento per consentire agli animali di salire fino al primo piano della stalla-fienile e riposare nei box ricavati all’interno; una struttura in metallo ad uso maneggio coperto di quasi 900 metri quadrati; altri due box in legno e anche una “giostra” del diametro di 13 metri. Situazioni che tramite demolizione o sanatoria potranno essere sistemate, garantendo la ripresa - con i fondi della ricostruzione post sisma - dell’intero maneggio ora in difficoltà anche a causa della complessa analisi burocratica effettuata dai tecnici della proprietà privata con i colleghi del Comune.
Ma servirà tempo prima di riportare la situazione allo stato iniziale. Al momento il confronto dialettico tra le parti procede regolarmente seppur, a chiosa della propria ordinanza e come informativa al destinatario dell’ordinanza, dal municipio fanno sapere che in caso di inottemperanza scatterà la denuncia.
«La nostra azienda - fa sapere la proprietaria - si è adoperata, attraverso tecnici specializzati, in modo trasparente e a norma di legge e che non ci sono motivi "occulti" tali per cui a oggi le strutture in questione, siano ancora presenti. Tutto ciò è ampiamente dimostrabile dalle documentazioni in possesso dei nostri tecnici. È una situazione sotto controllo e soprattutto trasparente».(fd)
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