Modena, aggredito con un cacciavite e rapinato
In via Pergolesi un bandito ha preso i soldi a un residente, poi ha tentato un altro colpo in via Santhià
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Lo ha seguito, ha atteso che si avvicinasse al condominio e quando la sua vittima si è portata davanti al portone d’ingresso, un po’ più riparato rispetto alla strada, ha puntato un cacciavite e si è fatto consegnare i soldi che il malcapitato aveva in tasca. Poi è fuggito di corsa. Giovane, magrebino, a volto scoperto, con uno zainetto in spalla: è il bandito che ieri verso le 14.30 ha rapinato un sessantenne che abita in via Pergolesi. Dopo una quarantina di minuti lo stesso malvivente, almeno in base alle descrizioni ottenute, è entrato in azione in via Santhià, ma in quest'occasione il colpo è fallito. Ma torniamo in via Pergolesi dove, a quell’ora, c’è davvero poco passaggio. Il sessantenne, che abita nel condomino al civico 99, era a piedi e stava rientrando in casa. Stava pertanto aprendo il portone del condominio, che è un po’ all’interno, quando è stato aggredito. In un istante si è trovato un cacciavite puntato contro da un giovane che gli ha chiesto di dargli il portafoglio con i soldi. L'uomo non ha potuto fare altro che obbedire e il bandito , ottenuto ciò che voleva , se ne è andato. Bottino? Pochi spiccioli. Forse per questo motivo il malvivente è ritornato alla carica, questa volta in via Santhià. Da un appartamento di un condominio è infatti giunta una chiamata d’allarme da parte di una inquilina. La donna, spaventata ma determinata, ha raccontato alla centrale di polizia che un giovane aveva suonato dal campanello in strada, quello del condominio e che lei inavvertitamente aveva aperto. Poi, resasi conto del rischio potenziale, si è ravveduta e si è messa “sulla difensiva”: non appena la persona che aveva suonato si è presentata al suo portone di casa lei lo ha scrutato con lo spioncino, gli ha detto che non avrebbe aperto e ha fatto capire, davanti alle sue insistenze, di stare chiamando la polizia. Il giovane ha ripetutamente chiesto di entrare, ha dato colpi alla porta poi, avendo capito che non c’era più nulla da fare, si è allontanato. La donna si è affacciata e ha notato che aveva uno zainetto. Ma non solo. Il suo appartamento è dotato di un particolare citofono che oltre a far vedere chi si presenta permette anche di fare delle foto, dei fermoimmagine. Dunque chi ha suonato, chi con insistenza voleva a tutti i costi entrare in casa ha probabilmente un volto. Ora ci penserà la polizia.
Stefano Totaro
Stefano Totaro
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