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Confindustria Emilia sale al vertice 

Confindustria Emilia sale al vertice 

Nasce il primo polo manifatturiero nazionale e una delle prime associazioni del sistema. Vacchi alla presidenza

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«Il nostro territorio dimostra ancora una volta di essere un laboratorio in cui si può cambiare, dove si possono proporre e attuare nuove forme organizzative basate sulla razionalizzazione e non sulla negazione di ciò che è stato costruito in molti anni di storia associativa». Il neopresidente Alberto Vacchi ha tenuto a battesimo con queste parole, alla presenza di Luca Cordero Montezemolo, la nuova associazione che unisce Bologna Ferrara e Modena. Insieme a Valter Caiumi e Riccardo Maiarelli ha firmato a Bologna l’atto costitutivo di “Confindustria Emilia Area centro: le imprese di Bologna, Ferrara e Modena”.
Il passo conclusivo del percorso di integrazione cominciato nell’ottobre 2014, quando i presidenti di Unindustria Bologna di Unindustria Ferrara e di Confindustria Modena siglarono la lettera d’intenti che fissava le linee guida per arrivare a un’unica associazione capace di garantire maggiore rappresentanza a un territorio che si candida a essere il primo polo manifatturiero italiano. Una nutrita rappresentanza di imprenditori delle tre associazioni territoriali, oltre all’ex presidente di Confindustria Montezemolo, e i past president Gaetano Maccaferri (Unindustria Bologna), Riccardo Fava (Unindustria Ferrara) e Pietro Ferrari (Confindustria Modena) hanno preso parte all’evento.
La nuova associazione riunisce oltre 3.200 imprese, per quasi l’80% manifatturiere, che insieme danno lavoro a più di 170.000 addetti, e diventa così la prima associazione imprenditoriale emiliano-romagnola per numero di imprese, collocandosi tra le prime associazioni del sistema Confindustria a livello nazionale.
In particolare, Bologna, Ferrara e Modena insieme producono oltre 27 miliardi di esportazioni, che rappresenta il 48% del totale dell’Emilia-Romagna e il 6,5% di quello italiano.
«Abbiamo due anni di lavoro - ha proseguito Vacchi - molte energie e voglia di fare, ingredienti importanti che ci consentiranno di agire e portare Confindustria Emilia a essere il primo sistema associativo di riferimento per innovazione nei servizi e nella rappresentanza».
«Perché abbiamo compiuto questo passo? - ha spiegato Valter Caiumi, vicepresidente di Confindustria Emilia - Perché vogliamo contribuire all’affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionale e sostenibile. Vogliamo fare valere le ragioni delle imprese che innovano e vanno in giro per il mondo riportando in Italia lavoro di qualità e benessere. La nuova associazione rappresenta l’esempio di come il nostro sistema possa innovarsi migliorando la qualità dei servizi e della rappresentanza. Siamo una delle più grandi territoriali italiane non solo per numero di associati ma per la qualità dei contenuti economici e sociali che esprimiamo. L’attenzione al lavoro, al benessere e alla coesione sociale - ha concluso - sono valori che ci appartengono da sempre e caratterizzeranno anche la nostra associazione. Dovremo muoverci con la stessa velocità delle imprese, dando loro gli strumenti per esprimere al meglio le loro potenzialità».
«Sono soddisfatto di avere contribuito a riportare Ferrara al centro dell’Emilia - ha affermato il ferrarese Riccardo Maiarelli - Il nostro è un territorio che ha sofferto molto negli ultimi anni: la crisi economica, il terremoto, le difficoltà legate al sistema bancario. Convergere in Confindustria Emilia costituisce per noi e per le nostre imprese un’opportunità significativa per agganciare il treno dello sviluppo».

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