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Modena, un passante interviene e sventa truffa a luci rosse

di Stefano Totaro
Modena, un passante interviene e sventa truffa a luci rosse

Agiscono in coppia, avvicinano un anziano, fanno moine, si offrono per un incontro hard e mentre lui si lusinga ed inizia a prendere accordi per l’appuntamento, una allunga le mani, accarezza. Ma...

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MODENA. Agiscono in coppia, avvicinano un anziano, fanno moine, si offrono per un incontro hard e mentre lui si lusinga ed inizia a prendere accordi per l’appuntamento, una allunga le mani, accarezza.
Ma tanta dolcezza è solo per rubare il portafoglio oppure per permettere alla complice di sottrarre borse, borselli od oggetti se la vittima è in auto. Ladre ammaliatrici dunque. Quello che mettono in atto è uno dei raggiri fra i più sommersi, non certo per paura di ritorsioni o di guai peggiori. Viene taciuto solo per vergogna, per aver ceduto, ad una certa età, alla tentazione, ad una proposta a luci rosse che è costata il furto del portafoglio o degli oggetti tenuti in auto. Meglio far finta di niente, meglio non raccontare nulla alle forze dell’ordine e soprattutto non una parola in casa: sarebbe doveroso stare alla larga da certe situazioni poco chiare.
Ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, un modenese ormai prossimo alla settantina è stato graziato dal raggiro solo grazie all’occhio esperto e al grande senso civico di un cittadino che si era insospettito e che, con il suo intervento, ha fatto saltare il piano a due ladre truffatrici.

Verso le 12 dunque, nel centralissimo corso Canalgrande, zona tra l’hotel e il palazzo della prefettura, la vittima si apprestava a salire in auto quando è stata avvicinata da due 25enni, due zingare.
Il cittadino che è intervenuto racconta : «Avevo notato le due giovani che si aggiravano tra le auto in sosta. Guardavano all’interno per vedere se ci fosse qualcosa da rubare. E allora le ho seguite con lo sguardo. Poi ho visto che si sono avvicinate a quel signore. Una le parlava molto da vicino, sembrava quasi si strusciasse, l’altra invece era andata dall’altra parte dell’auto, dal lato passeggero. Ho capito che era un trucco: una distraeva la vittima, l’altra sarebbe entrata in auto per rubare magari il borsello dell’uomo». E così ecco che decide di entrare in azione. Il caso vuole che proprio in quell’istante passi per il corso una vettura della Municipale, lui la ferma quasi mettendosi in mezzo alla strada per poi indicare agli agenti l’auto con le due zingare.
Le due ragazze si accorgono della mossa e immediatamente scappano e si infilano nelle laterali, lasciando ancora attonita la loro vittima che, in breve, capisce quello che sarebbe successo. «Quella ragazza mi si è avvicinata, quasi ce l’avevo addosso - ha raccontato al suo “salvatore” - e mi diceva che aveva bisogno di lavorare, che lei e sua sorella erano molto disponibili. Mi ha dato un biglietto con il numero telefonico e mi ha chiesto se volevo fare del sesso, con lei e sua sorella, insieme, anche subito, altrimenti bastava chiamare».
Poi tutto finisce, portafogli e onore sono salvi.

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