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Pd, scintille tra Pastore e Negro:  «Ma quale svolta renziana...»

Pd, scintille tra Pastore e Negro:  «Ma quale svolta renziana...»

Una riflessione sull’esito delle primarie, ma anche sulle parole di alcuni colleghi arrivate domenica sera. E una scelta fatta per il bene del partito, ma che riflette anche le incomprensioni nate...

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Una riflessione sull’esito delle primarie, ma anche sulle parole di alcuni colleghi arrivate domenica sera. E una scelta fatta per il bene del partito, ma che riflette anche le incomprensioni nate all’interno del comitato modenese per Orlando.
Così, Leonardo Pastore, responsabile dell’Attività politica del Pd provinciale e assessore allo Sport a Castelfranco, ha affidato a Facebook i suoi pensieri.
«Spero - scrive Pastore - che Renzi abbia compreso, per davvero, gli errori fatti nei mesi scorsi e abbia intenzione di fare il segretario di uno dei più importanti partiti d’Europa e non il capocorrente». Ma la riflessione riguarda anche le parole ‘a caldo’ di alcuni esponenti modenesi del Pd, a partire dall’ex segretario Paolo Negro: «Mi è parso di leggere dichiarazioni bizzarre - riprende Pastore - e, secondo me, prive di senso a proposito del fatto che il Pd di Modena avrebbe bisogno di una ‘svolta renziana’ per intercettare meglio la voglia di cambiamento delle primarie. Partirei invece dal provare a capire quali sono le ragioni che hanno portato 34mila modenesi a non votare alle primarie. Per inciso, 25mila di questi avevano scelto Renzi…». Quindi, la scelta di lasciare la corrente di Orlando: un segnale al senatore Stefano Vaccari, che ha curato la campagna e le scelte per la rosa per l'assemblea nazionale.
«Per quanto mi riguarda - conclude Pastore - dopo aver sostenuto con convinzione Andrea Orlando, come successo nel 2009 e nel 2013, quando, un minuto dopo le primarie avevo smesso di essere ‘bersaniano’ e ‘civatiano’, ho già smesso di essere ‘orlandiano’. Non dobbiamo disperdere il patrimonio di esperienze e speranze messo insieme in questi due mesi, ma dobbiamo evitare di costruire l’ennesima ‘corrente’, utile solo a parlare al nostro interno». (l.g.)

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