Gazzetta di Modena

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Cavalcavia, cadono calcinacci  

di Saverio Cioce
Cavalcavia, cadono calcinacci  

Tangenziale dimezzata dalle 9 di stamattina per consentire i lavori di consolidamento

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L’allarme è partito da una pattuglia della Polizia Stradale poco dopo le 16. «Venite in via Finzi, qui cadono pezzi di cemento dal cavalcavia mentre passano auto e camion».
In pochi minuti sono arrivati Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e l’assessore Giacobazzi affiancato dall’ingegner El Ahmadiè e il suo collaboratore Ganzerli. Tutti con il naso all’insù per capire se le pietre cadute sulla carreggiata erano l’inizio di un cedimento del cavalcavia tra l’uscita 7 e la 8 della tangenziale Carducci.
I danni. In pratica gli accessi strategici che permettono l’accesso più comodo verso il centro e la stazione, un vero snodo per la zona industriale di via delle Nazioni. Le picozze dei pompieri sull’autoscala hanno messo a nudo in mezz’ora la pare superiore dei piloni, gettando a terra il pietrisco e i pezzi di cemento che avevano riempito la base dei travi in cemento, gli elementi portanti dei cavalcavia. In breve sono stati isolati i ferri delle armature arrigginiti e corrosi che hanno messo in luce anche i due piloni più a rischio, quelli che su via Finzi guardano verso via delle Nazioni.
Le cause. Le infiltrazioni d’acqua a causa di elenti di scolo otturati, questa la prima valutazione a caldo dopo la prima verifica, hanno fatto andare l’acqua negli interstizi del cemento, finendo per arrivare al ferro. Ma fino a che punto e per quali elementi i tondini dei piloni potrebbero essere indeboliti al punto tale da far richiare il cedimento?
Le radiografie ai piloni. Se le picozze hanno fatto cadere in pochi minuti la parte superficiale del cemento fessurato, mettendo a nudo i tanti ferri arrigginiti, a preoccupare è lo stato dei piloni. Di qui il ricorso a speciali apparecchiature che fotograferanno, con una sorta di radiografia dall’esterno, la situazione di tenuta che non è visibile a occhio nudo.
Manutenzione immediata. In breve il summit tra i vertici comunali ha prodotto la decisione finale. La manutenzione sarà effettuata sia per pulire i detriti che ostruiscono il deflusso delle piogge, ma soprattutto si provvederà, a partire da questa mattina, al rifacimento della copertura esterna, una sorta di intonaco sempre a base di cemento, per coprire i tondini.
Corsie chiuse, e il traffico? Una delibera d’urgenza dà il via libera alla ditta che è già stata identificata per effettuare i lavori sia in via Finzi che in tangenziale. «Si tratterà di un cantiere breve, una settimana massimo due» assicura l’ingegner El Ahmadiè, ma questo significa anche un effetto domino sulle code. Infatti, prima delle due uscite che potrebbero essere chiuse da una sola parte, le carreggiate della tangenziale verranno ridotte da due a una in entrambi i segni di marcia. Inevitabili le code chilometriche che arriveranno prevedibilmente su via Emilia Est e verso l’autostrada sul lato opposto, soprattutto nelle ore di punta. Per quanto riguarda via Finzi lo scorrimento dei veicoli sarà assicurato nei due sensi di marcia però con corsie ridotte, in modo da lasciare lo spazio per il cantiere in modo che sui ponteggi gli operai possano lavorare senza problemi.
I costi. Stime precise sono prematura la un preventivo di larga massima dovrebbe restare attorno ai 20 mila euro per la parte muraria e le radiografie.

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