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Ferrari, trimestre record: l’utile netto sale del 60,1% 

Ferrari, trimestre record: l’utile netto sale del 60,1% 

Cala l’indebitamento, ieri il titolo ha toccato la quotazione massima di 73,50 Marchionne: «Le vittorie in Formula 1 hanno avuto un impatto enorme»

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«Le vittorie in Formula 1 hanno avuto un impatto enorme sui risultati della Ferrari, che ha chiuso il primo trimestre dell'anno con numeri da record». Sono significative parole di commento di Sergio Marchionne, presidente dell’azienda del Cavallino, ai dati del resoconto trimestrale della società, che sono stati approvati nella giornata di ieri dal consiglio di amministrazione a Maranello e subito dopo annunciati ufficialmente.
La Ferrari ha chiuso un trimestre record con ricavi in salita del 21,5 per cento a 821 milioni di euro, un utile netto in crescita del 60,1 per cento a 124 milioni e un indebitamento industriale netto in calo a 578 milioni. Il titolo a Piazza Affari, da tempo in costante crescita, anche ieri ha beneficiato del resoconto trimestrale toccando il massimo storico alla quota di 73,50 euro.
Tutte le aree hanno fornito un contributo positivo all'aumento delle consegne. All'interno della regione Emea, vale a dire Europa, Medio Oriente e Africa, che ha registrato un'espansione dell'8,8 per cento, Germania, Francia, Italia e Regno Unito hanno messo a segno una crescita a due cifre.
La grande area delle Americhe è cresciuta del 4,2 per cento, il resto della regione Asia Pacifico (Apac) del 4 per cento e Cina, Hong Kong e Taiwan, su base aggregata, hanno registrato un +3,2 per cento.
L’azienda ha commentato i dati trimestrali definendo «un trimestre record per procedere verso un grande anno», esprimendo così la notevole fiducia per i prossimi mesi di questo 2017 che si sta rivelando particolarmente favorevole. «Siamo ovviamente soddisfatti dei risultati», ha detto ancora Sergio Marchionne che si è detto «impressionato di come sta andando il lancio della 812 Superfast», l'ultima berlinetta da 12 cilindri presentata a marzo al Salone di Ginevra.
E Marchionne ha confermato gli obiettivi per l'anno in corso, vale a dire 8.400 consegne incluse le supercar, ricavi netti oltre i 3,3 miliardi di euro, ebitda adjusted superiore a 950 milioni, indebitamento industriale netto portato a 500 milioni di euro.
All'aumento dei profitti ha contribuito la forte domanda di modelli a 12 cilindri (Gtc4 Lusso, LaFerrari Aperta e F12Tdf), quelli più costosi a margini più elevati: le loro vendite sono cresciute del 50 per cento a fronte di -3 per cento per gli otto cilindri.
«Siamo soddisfatti dell'andamento del titolo azionario, credo che rifletta il potenziale e la crescita dell'azienda», ha aggiunto Marchionne, che non ha dato indicazioni sul “buy back” deliberato dall'assemblea degli azionisti ad Amsterdam. Non sono mancati, da parte di Marchionne, altri riferimenti ai risultanti convincenti delle Rosse in Formula Uno: «Siamo di nuovo competitivi», ha detto il presidente, citando tra gli avversari che sono tornati a temere in Formula 1 il Cavallino anche quelli «tedeschi di Stoccarda».

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