Gazzetta di Modena

Modena

Processo Meta, il pm richiama in causa Preti 

Processo Meta, il pm richiama in causa Preti 

San Felice. Ricorso in Cassazione della Procura, slitta il processo al sindaco Silvestri e a Castellazzi

2 MINUTI DI LETTURA





SAN FELICE. Oggi in Tribunale a Modena è in programma la prima udienza per il processo Meta, che vede imputati (per i tre morti nel crollo dello stabilimento e per i falsi del Comune che ha provato a sfilarsi dalle sue responsabilità) il sindaco Alberto Silvestri, il capo dell’ufficio tecnico del Comune Daniele Castellazzi e il geometra incaricato dalla Meta, Claudio Terrieri. Dovranno comparire davanti al giudice, dottor Domenico Truppa, con i testimoni che sono stati convocati per questa prima fase. A cominciare dal maresciallo dei carabinieri del Nucleo operativo di Carpi che condusse le indagini. Per passare, tra gli altri, all’assessore all’Urbanistica Simone Silvestri.
E tuttavia l’udienza va verso un rinvio. E non solo perché c’è uno sciopero di avvocati, a causa di una riforma non condivisa della giustizia penale.
Ma soprattutto perché il prossimo 13 giugno la Corte di Cassazione di Roma si pronuncerà sul dettagliato e tranciante ricorso della Procura della Repubblica di Modena contro la “assoluzione” dell’imputato mancante: Paolo Preti, titolare della Meta. Come si ricorderà Preti era stato prosciolto dal gup, dottoressa Eleonora Pirillo, con una sentenza che ha destato parecchie discussioni.
Preti era infatti accusato di aver eseguito abusivamente - con i figli, senza il progetto e senza la consulenza di un tecnico abilitato - i lavori di messa in sicurezza dello stabilimento Meta, al polo industriale di San Felice, dopo la scossa del 20 maggio 2012. Poi, incaricando in seguito il geometra Terrieri di aprire una pratica in municipio, Preti aveva ripreso l’attività, convocando gli operai al lavoro. Tanto che nella scossa del 29 maggio morirono due dei suoi dipendenti, oltre all’ingegner Bignardi, che era stato chiamato alla Meta dal Terrieri, proprio per verificare se i lavori di messa in sicurezza fossero effettivamente stati eseguiti in modo idoneo. Il gup Pirillo aveva assolto Preti dicendo che aveva la competenza per fare i lavori, e che la parte di stabilimento che era stata rinforzata aveva retto, e infine che Preti aveva solo rispettato le indicazioni del Comune. Ma il pm Luca Guerzoni non la pensa affatto così: ha impugnato la ordinanza di archiviazione per manifesta illogicità, davanti alla corte di Cassazione. Viste le puntuali argomentazioni della Procura, si profila la possibilità che la Corte annulli l’ordinanza, e riparta un processo anche per Preti. Ecco perché - per evitare doppioni - le parti civili hanno proposto di attendere fino al 13 giugno - nella speranza che i due procedimenti possano di nuovo riunirsi. La decisione sarà presa oggi, ma è probabile che vengano rinviate anche le udienze del 26 maggio e del 9 giugno. Aspettando la pronuncia della Suprema Corte. (ase)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google