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Spaccio, capobanda in carcere 

Spaccio, capobanda in carcere 

I carabinieri sgominano la gang che faceva affari di droga vicino alle polisportive

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Si è chiuso il cerchio attorno alla banda che nelle zone limitrofe alle polisportive Gino Pini e Saliceta San Giuliano aveva gestito una fitta rete di spaccio di droga, dall’hascisc all’eroina. I carabinieri, che in tutto hanno indagato a vario livello ben undici persone nell’arco di due anni, hanno arrestato per concorso in detenzione di sostanze stupefacenti Cristian Scarantino, 23enne, considerato il capo, la mente organizzatrice degli affari di spaccio. Le operazioni dei militari, che avevano già portato in giugno all’arresto del fratello maggiore di Cristian, Gabriele avevano preso spunto all’inizio del 2015 dalle lamentele dei residenti che osservavano come nel loro quartiere fosse diffuso lo spaccio di droga. Ci furono segnalazioni ed iniziarono appostamenti ed indagini. In breve i militari iniziarono dai piccoli spacciatori e dai clienti a risalire ai vertici: sei gli indagati e cinque arresti tra questi un 26enne modenese, sorpreso con oltre un chilo e mezzo di droga e un giovane kosovaro, il più attivo tra gli spacciatori. I carabinieri scoprirono anche un garage, ufficialmente un magazzino in uso all’attività di Cristian, una pizzeria al taglio, ma che invece serviva come stoccaggio per la droga. Le indagini hanno evidenziato (intercettazioni e testimonianze) anche come “Dani”, lo pseudonimo con cui il 23enne era conosciuto nel giro, fosse il capo del sodalizio: era intervenuto per appianare i problemi di spaccio, come ad esempio a seguito di una rapina subita da uno dei ragazzi del suo gruppo. I nordafricani che si erano impadroniti della droga avevano poi pagato il dovuto grazie al suo intervento.

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