Bper-Unipol, nozze di nuovo d’attualità
Probabile anche l’aumento della partecipazione del Gruppo bolognese nel capitale per consolidare il patto parasociale
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Si parla di nuovo delle possibili nozze Bper Banca - Unipol Banca, argomento già trattato da tempo e che sale al centro dell’attenzione quando negli ambienti finanziari milanesi si torna a dare credito a questa trattativa. Nozze di cui nessuno fra i diretti interessati ha mai voluto parlare ufficialmente ma che nemmeno sono mai state smentite decisamente, quanto meno nè da una parte nè dall’altra è stato escluso in senso assoluto che l’operazione possa avere un futuro.
Ora l’ipotesi è stata ancora una volta accreditata da Milano Finanza, giornale che è tornato a descrivere lo scenario che prevede un’integrazione tra Bper e Unipol Banca. Qualcuno nei mesi lasciati alle spalle ha parlato di fusione, altri in maniera più credibile utilizzano sempre termini come acquisizione, o appunto integrazione, ma tutti sottolineano svariati argomenti e fattori che accreditano questa ipotesi.
Lo stesso Alessandro Vandelli, Ad Bper Banca, ha più volte sottolineato rapporti e sinergie con il Gruppo Unipol nel settore assicurativo, oltre al fatto che si tratta di un cardine del gruppo coeso e del patto parasociale che nell’ambito dell’azionariato fa capo all’attuale governance della banca modenese. Viene poi ritenuto altamente probabile che l’attuale 5,01% del Gruppo Unipol possa salire fino al limite prossimo al 10%, che non richiede l’autorizzazione della Banca d’Italia, e va ricordato che Unipol ha espresso un consigliere nel recentissimo rinnovo del Cda, vale a dire Roberto Alfonso Galante, responsabile pianificazione strategica del Gruppo. La banca non è più considerata dal Gruppo Unipol come un asset strategico, lo stesso amministratore delegato Carlo Cimbri lo ha detto con chiarezza, mentre dal punto di vista di Bper l’integrazione con Unipol Banca, e relativo incremento della partecipazione di Unipol all’interno del capitale azionario Bper, consentirebbe di compiere un ulteriore passo significativo verso il consolidamento del cosiddetto “nocciolo duro” a livelli di un 25% o anche oltre.
Volendo esaminare qualche elemento di segno contrario, dal punto di vista di Bper l’operazione comporterebbe un aumento del profilo di rischio, considerando la possibile acquisizione dei crediti deteriorati di Unipol Banca, anche se alcuni analisti evidenziano che «negli ultimi due anni Unipol Banca ha mostrato segni progressivi di stabilizzazione e un lieve miglioramento».
Queste considerazioni possono essere d’altra parte controbilanciate dai vantaggi che deriverebbero dalle sinergie sulla clientela della stessa Unipol, oltre a un possibile rafforzamento nell’attività di banca-assicurazione.
Stefano Turcato
Ora l’ipotesi è stata ancora una volta accreditata da Milano Finanza, giornale che è tornato a descrivere lo scenario che prevede un’integrazione tra Bper e Unipol Banca. Qualcuno nei mesi lasciati alle spalle ha parlato di fusione, altri in maniera più credibile utilizzano sempre termini come acquisizione, o appunto integrazione, ma tutti sottolineano svariati argomenti e fattori che accreditano questa ipotesi.
Lo stesso Alessandro Vandelli, Ad Bper Banca, ha più volte sottolineato rapporti e sinergie con il Gruppo Unipol nel settore assicurativo, oltre al fatto che si tratta di un cardine del gruppo coeso e del patto parasociale che nell’ambito dell’azionariato fa capo all’attuale governance della banca modenese. Viene poi ritenuto altamente probabile che l’attuale 5,01% del Gruppo Unipol possa salire fino al limite prossimo al 10%, che non richiede l’autorizzazione della Banca d’Italia, e va ricordato che Unipol ha espresso un consigliere nel recentissimo rinnovo del Cda, vale a dire Roberto Alfonso Galante, responsabile pianificazione strategica del Gruppo. La banca non è più considerata dal Gruppo Unipol come un asset strategico, lo stesso amministratore delegato Carlo Cimbri lo ha detto con chiarezza, mentre dal punto di vista di Bper l’integrazione con Unipol Banca, e relativo incremento della partecipazione di Unipol all’interno del capitale azionario Bper, consentirebbe di compiere un ulteriore passo significativo verso il consolidamento del cosiddetto “nocciolo duro” a livelli di un 25% o anche oltre.
Volendo esaminare qualche elemento di segno contrario, dal punto di vista di Bper l’operazione comporterebbe un aumento del profilo di rischio, considerando la possibile acquisizione dei crediti deteriorati di Unipol Banca, anche se alcuni analisti evidenziano che «negli ultimi due anni Unipol Banca ha mostrato segni progressivi di stabilizzazione e un lieve miglioramento».
Queste considerazioni possono essere d’altra parte controbilanciate dai vantaggi che deriverebbero dalle sinergie sulla clientela della stessa Unipol, oltre a un possibile rafforzamento nell’attività di banca-assicurazione.
Stefano Turcato
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