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i sindacati sul piede di guerra 

Controlli in città: questore sott’accusa

Controlli in città: questore sott’accusa

Duro attacco di quasi tutte le sigle sindacali della polizia ( Siulp - Silp - Siap - Ugl - Consap) contro il questore Paolo Fassari, reo, a loro avviso, di fare essenzialmente il revisore di conti,...

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Duro attacco di quasi tutte le sigle sindacali della polizia ( Siulp - Silp - Siap - Ugl - Consap) contro il questore Paolo Fassari, reo, a loro avviso, di fare essenzialmente il revisore di conti, di badare cioè solo al fatto che gli agenti non facciano straordinario creando una situazione che ha come risultato agenti disincentivati a lavorare.
«Ogni giorno, i mass media locali - scrivono i sindacati - riportano uno stillicidio di notizie che riguardano soprattutto reati predatori che spaventano e preoccupano le persone. È impressione ormai diffusa che a poco serva denunciare. Dunque, le statistiche sono in calo, come ha più volte dichiarato il Questore o ci troviamo di fronte alla mancanza di fiducia della popolazione nelle capacità della polizia? Tutto ciò, purtroppo, fa sentire il cittadino gravemente preso in giro. La risposta del questore Fassari è il continuo richiamo al contenimento del lavoro straordinario da parte di tutti gli uffici, compresi quelli operativi, che mai e per nessun motivo devono sforare il proprio monte ore. Problematica che si ripercuote fortemente sui colleghi impegnati nel controllo del territorio, i quali, purtroppo, sono costantemente oggetto di pressione per non eccedere nel lavoro straordinario. Quella del questore Fassari è una battaglia continua e assolutamente inutile, visto che come unico risultato ha sortito quello di disincentivare il lavoro di tanti operatori nonché di restituire al Ministero tante ore di lavoro straordinario di cui non si è usufruito. Queste ore sarebbero molto utili per avere più personale per strada, ma anche per fare accertamenti e indagini di polizia giudiziaria. Bisogna che si sappia che queste attività di polizia vanno sempre più riducendosi verso la mera prestazione obbligatoria e che presto si vedrà la reale portata delle scelte del questore: calo degli interventi di polizia, diminuzione delle denunce a piede libero e soprattutto meno arresti. Aggiungiamo a questo che il questore ha emanato alcune disposizioni relative alle competenze territoriali per i Commissariati che, di fatto, impediscono ad alcuni operatori (ma non a tutti), di uscire dalla provincia di Modena, nonostante l’espressa autorizzazione dell’autorità giudiziaria a svolgere indagini anche nelle province limitrofe. Chiederemo al questore di rivalutare la distribuzione del monte ore affinché sia facilitato il lavoro di chi si affanna per strada. Fatichiamo molto a comprendere le logiche gestionali del questore il quale più che un questore vicino ai problemi dei suoi uomini e della cittadinanza, appare un revisore dei conti che opera per tutelare interessi ministeriali volti al contenimento delle spese».
Pronta la replica del questore Paolo Fassari che considera prive di fondamento tutte le osservazioni e le critiche dei sindacati su straordinari, lotta al crimine, collaborazione con la Municipale e attività dei commissariati periferici.
«È assolutamente destituito da ogni fondamento - ha affermato Fassari - ipotizzare qualsiasi flessione nella attività di controllo e di contrasto dei reati come risulta dai continui successi e dai consensi manifestati dai cittadini a favore della polizia di Stato in questa provincia».

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