Dieci profughi in canonica a Redù
di Patrizia Cantusci
Nonantola. Dal Bangladesh e dalla Nigeria. Il sindaco: «Facciamo la nostra parte con l’ospitalità»
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NONANTOLA. Un gruppo di richiedenti asilo è arrivato a Nonantola il 26 aprile. Si tratta di prima accoglienza per dieci ragazzi, sette dei quali arrivano dal Bangladesh. Gli altri tre sono nati in Nigeria. Previo accordo con la Prefettura di Modena, il Comune ha dato dunque disponibilità per l’arrivo sul territorio di questo nucleo, composto, essenzialmente, da persone molto giovani. Attualmente si trovano nella frazione di Redù in regime di collocazione temporanea. A Nonantola erano già presenti 18 profughi che, però, residenti in strade limitrofe al centro storico, vengono gestiti da cooperative incaricate del settore accoglienza. Per entrambi i gruppi, comunque, il Comune sta preparando la stesura di un protocollo che farà attori anche le associazioni sul territorio affinché l’inserimento ed il coinvolgimento in attività per il bene comune coinvolga tutte le parti in causa. Un vero “do ut des” che Federica Nannetti, sindaco di Nonantola, nel dare risalto all’impegno assunto, evidenzia a chiare lettere parlando di precisa volontà di raggiungere uno stato di integrazione piena degli ospiti.
«Nonantola ha deciso di fare la propria parte, ancora una volta non si tira indietro. I dieci ragazzi sono stati alloggiati temporaneamente nella canonica di Redù. Con loro verranno attivati percorsi che punteranno all’integrazione con la nostra comunità tramite momenti di convivialità ma anche chiedendo un impegno nella cura dei beni comuni. Verrà attuato anche l’apprendimento della lingua italiana, tassello fondamentale in ogni inserimento. Tutto questo è parte del protocollo al quale si sta lavorando. Al momento ribadiamo il nostro benvenuto con l’augurio già espresso. Quello di vivere una fase della loro vita che possa rappresentare un momento di crescita nel corso di una sinergia di arricchimento vicendevole».
«Nonantola ha deciso di fare la propria parte, ancora una volta non si tira indietro. I dieci ragazzi sono stati alloggiati temporaneamente nella canonica di Redù. Con loro verranno attivati percorsi che punteranno all’integrazione con la nostra comunità tramite momenti di convivialità ma anche chiedendo un impegno nella cura dei beni comuni. Verrà attuato anche l’apprendimento della lingua italiana, tassello fondamentale in ogni inserimento. Tutto questo è parte del protocollo al quale si sta lavorando. Al momento ribadiamo il nostro benvenuto con l’augurio già espresso. Quello di vivere una fase della loro vita che possa rappresentare un momento di crescita nel corso di una sinergia di arricchimento vicendevole».
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