Don Ciotti a Fiorano: «Per resistere alla mafia dovete stare con gli ultimi»
Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, da ieri è cittadino onorario di Fiorano: «Molto è stato fatto finora, ma la liberazione dalla criminalità deve proseguire»
FIORANO. Da ieri sera don Luigi Ciotti è cittadino onorario di Fiorano. Un riconoscimento che lui stesso ha considerato importante «da assegnare non a me ma a una grande realtà che qui rappresento, quella del Gruppo Abele, impegnato a favore degli ultimi e di Libera, federazione di associazioni impegnate contro la criminalità organizzata».
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Non un impegno puramente formale, come ha sottolineato il presidente del consiglio comunale di Fiorano Monica Lusetti: «Questo è un riconoscimento all’impegno di don Ciotti a favore della legalità e della dignità dell’uomo, ma è anche una nostra assunzione di responsabilità come amministratori: vuol dire che non intendiamo adeguarci per tranquillità e convenienza. Con questo atto rendiamo onore a don Ciotti ma ci impegniamo anche a contrastare la criminalità con ogni mezzo possibile».
Don Ciotti ha parlato di necessità di «una nuova resistenza. Abbiamo da poco celebrato il 25 aprile, ma la liberazione e la resistenza sono processi che devono proseguire. Gli ultimi oggi sono sempre più ultimi: 4,6 milioni di persone in Italia vivono sotto la soglia della povertà, un milione e 100mila sono bambini. Anche se da Capaci e via D’Amelio molto è stato fatto, siamo di fronte a un fenomeno sempre ramificato: sono forti, sono sempre presenti, hanno tanti soldi e li reinvestono dovunque».
La diffusione del fenomeno mafioso è uno dei temi che le amministrazioni locali sentono di più: «In un certo senso mi ha stupito che ci si stupisse. Cresce però anche l’impegno e la coscienza della società civile. Giornate come questa lo testimoniano; l’85 per cento delle nostre Università hanno corsi o master dedicati al fenomeno criminale. Ci sono state leggi fondamentali come quelle sulla confisca dei beni ai mafiosi; la accolta di firme per una legge anti-corruzione; e adesso aspettiamo la riforma della prescrizione. I territori sono cambiati, Casal di Principe, la stessa Palermo mostrano la presenza dello Stato».
Il sindaco Tosi ha detto che «questa è la giornata che considero più importante della mia esperienza amministrativa. Il riconoscimento a don Ciotti è un messaggio per le organizzazioni mafiose: qui non siete graditi e non troverete alcuna sponda».
Fra i contributi delle autorità presenti (compresi il Prefetto e il Questore di Modena) il presidente Bonacini ha sottolineato con orgoglio che nella ricostruzione post terremoto “ci hanno riconosciuto una bassa infiltrazione della criminalità».
Fuori dal coro il consigliere 5 Stelle Giuseppe Amici: «Don Ciotti è persona meritevole che si impegna con coerenza. Vorrei altrettanto da esponenti politici che ricorrono a questi cerimoniali per appuntarsi una medaglia al petto».
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