il caso nelle carte dell’ausl
«Fonderia: il forno era da sostituire»
Il nuovo capitolo del caso Fonderie al quartiere Madonnina e Villaggio Artigiano è dato da un documento, datato gennaio 2012, dove si valuta nel dettaglio l’autorizzazione integrata ambientale dell’az...
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Il nuovo capitolo del caso Fonderie al quartiere Madonnina e Villaggio Artigiano è dato da un documento, datato gennaio 2012, dove si valuta nel dettaglio l’autorizzazione integrata ambientale dell’azienda. Della documentazione, firmata dall’Igiene Pubblica dell’Ausl, è venuta in possesso l’avvocato Chiara Costetti, che rappresenta il comitato dei residenti.
Cosa dice questo documento? Nelle carte viene individuato l’impianto nel contesto di via Zarlati, descritto nei minimi dettagli, rinnovata l’autorizzazione evidenziando però un particolare che non è sfuggito all’avvocato: «Si segnala tuttavia - si legge nel documento - che non si è effettuata la prevista sostituzione del forno a cubilotto con forni elettrici che, in base alle scelte operate a suo tempo dalla ditta, doveva essere realizzata entro gennaio/aprile 2009 e che avrebbe comportato un sensibile miglioramento delle condizioni emissive. Si prende atto che l’amministrazione provinciale ha avallato tale sceltra, non prevedendo più nelle determinazioni adottate la citata sostituzione del “forno a cubilotto”». Motivazione che non è sufficiente da sola a frenare le polemiche, tanto meno a mettere tranquilli i residenti.
Se la sostituzioni del forno avrebbe comportato vantaggi, questo non è avvenuto e ad oggi la situazione, come hanno detto più volte i residenti «è degenerata». Chi ha detto che quella sostituzione mai avvenuta, ma segnalata e consigliata, non abbia poi comportato un peggioramento tale da aver poi fatto esplodere il caso come in queste settimane?
Cosa dice questo documento? Nelle carte viene individuato l’impianto nel contesto di via Zarlati, descritto nei minimi dettagli, rinnovata l’autorizzazione evidenziando però un particolare che non è sfuggito all’avvocato: «Si segnala tuttavia - si legge nel documento - che non si è effettuata la prevista sostituzione del forno a cubilotto con forni elettrici che, in base alle scelte operate a suo tempo dalla ditta, doveva essere realizzata entro gennaio/aprile 2009 e che avrebbe comportato un sensibile miglioramento delle condizioni emissive. Si prende atto che l’amministrazione provinciale ha avallato tale sceltra, non prevedendo più nelle determinazioni adottate la citata sostituzione del “forno a cubilotto”». Motivazione che non è sufficiente da sola a frenare le polemiche, tanto meno a mettere tranquilli i residenti.
Se la sostituzioni del forno avrebbe comportato vantaggi, questo non è avvenuto e ad oggi la situazione, come hanno detto più volte i residenti «è degenerata». Chi ha detto che quella sostituzione mai avvenuta, ma segnalata e consigliata, non abbia poi comportato un peggioramento tale da aver poi fatto esplodere il caso come in queste settimane?
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