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Graziano Romani: «Bruce nel cuore Canto il Boss ma a modo mio»

di Daniele Montanari
Graziano Romani: «Bruce nel cuore Canto il Boss ma a modo mio»

Un exploit per il musicista ex Rocking Chairs: il meglio di Springsteen in raccolte di cover

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MODENA. Bruce nel cuore, raccontato tra amici di Modena e Reggio. C’è questo al centro della storia di Graziano Romani, cantautore dall’anima rock (ma con venature anche folk e soul) protagonista di un exploit springsteeniano fatto di cover memorabili. Il 22 aprile ha pubblicato per la Route 61 Music (in vinile) il singolo Lift Me Up e soprattutto l'album “Graziano Romani Sings Bruce Springsteen 1987-2017”. Ovvero, trent'anni di gioielli musicali in cui ha riletto The Boss con la sua straordinaria voce degna per la critica “di uno shouter del profondo sud degli States con la pelle nera”. E il 19 maggio sarà la volta di “Soul Crusader Again - The Songs of Bruce Springsteen” nuova raccolta di cover (23° album della carriera, anche in cd) in cui spazierà tra brani dei primi anni ‘80 fino ai ‘90. Da qui il nuovo viaggio musicale dal vivo con un tour in giro per l'Italia che, partito da Trieste sabato, lo porterà in zona da noi il 29 luglio (alla Festa del Parco Secchia di Casalgrande, suo comune natio) e il 15 agosto a Mandrio (Correggio). Il tutto con una band di cui è colonna (assieme a Follon Brown, Lele Cavalli e Nick Bertolani) il modenese Max “Grizzly” Marmiroli (sax e tastiere), compagno d'avventura dai tempi dei Rocking Chairs, il mitico gruppo fondato da Romani nel 1981 di cui facevano parte anche altri due grandi modenesi: Antonio Righetti e Mel Previte. Insomma, nuovo viaggio all'insegna di una passione che attraversa tutta la vita.

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Graziano, com'è cominciato il tuo inossidabile legame con Springsteen?
«Con un concerto: nel 1981 a Zurigo andai a vederlo per il tour di The River e rimasi folgorato dall’entusiasmo, la passione e l’energia che metteva nella musica. Tornai a casa deciso a fondare una band per divertire ed emozionare come avevo visto fare da lui, e in dieci giorni sono nati i Rocking Chairs. Che poi però aspettarono fino al 1987 per il primo album. Dove c’era già un pezzo di Bruce».
Quale?
«La cover di Restless Nights, unico brano non mio in New Egypt».
Poi, tra un lavoro e l’altro, ci hai messo sempre qualche altra cover...
«Beh, ho attraversato tante fasi in 36 anni di carriera: io canto e compongo soprattutto in inglese, ma ho avuto soddisfazioni anche in italiano, in cui ho fatto cover molto apprezzate: “L'aquila” di Battisti, “Rimmel” di De Gregori o “Confesso” di Piero Ciampi, con cui ho vinto il Premio Ciampi nel 2007. Ma Bruce l'ho sempre portato nel cuore».
Tanto da poter fare delle raccolte solo di suoi pezzi, la prima nel 2001...
«Soul Crusader, sì, e adesso è l’ora del sequel: Soul Crusader Again appunto».
Che cos'hai scelto per questo disco?
«Dodici brani meno noti di Bruce, ma di grande impatto emotivo. Gli appassionati potranno ascoltarli in una veste esclusiva, chi conosce solo la superficie della sua discografia potrà affacciarsi in un repertorio nuovo».
Veste esclusiva ottenuta come?
«Portando con la nuova band il rock più vicino al blues e al soul. Io non cerco tanto di replicare il sound di Springsteen, ma di renderlo con una mia interpretazione personale».
Ad esempio?
«Nel singolo Limbo appena uscito porto il suo falsetto al tono delle ballate romantiche classiche. E nel nuovo disco c’è ad esempio una rilettura di The Promise che mi piace molto, trasmette l'emozione che sento quanto la canto».

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Ti è mai capitato di incontrare Bruce?
«Eccome, a Roma nel 1987 per il tour di Tunnel of Love. Ebbi la grande occasione di scambiare due chiacchiere con lui e di ascoltare qualche consiglio. Gli diedi una copia dell’album d’esordio dei Chairs, dove c’era Restless Nights. Capì la mia passione sincera per la sua musica e mi disse: “Good luck for your band”. Per me fu come una benedizione».
Cosa spinge a seguire per tanto tempo un'artista nel panorama così mutevole del rock?
«La sua grande sincerità e la passione che continua a metterci, che a 67 anni gli fa fare ancora tre ore e mezzo dal vivo se non quattro. È qualcosa che arriva diretto al pubblico. E diventa fonte di ispirazione: non solo musicale, ma anche di stile di vita».
Lui arriva a fare quattro ore dal vivo, e tu?
«L'ho detto chiaro alla band: davanti a uno così noi ragazzi dobbiamo fare almeno due ore, sennò è un disastro».
Così a bruciapelo: se potessi portarti dietro solo una sua canzone, quale sceglieresti?
«È difficile da dire... Forse Jungleland, è un brano straordinario che contiene all’interno passaggi melodici di 3-4 canzoni diverse, una sorta di compendio della sua musica».
Ultima domanda: il reunion tour del 2015 ha chiuso la storia dei Rocking Chairs?
«E perché mai? È bastato schiacciare l'interruttore che il gruppo si è acceso di nuovo come fosse ieri. Se tutti i componenti saranno d'accordo, non vedo perché non ci si possa ritrovare anche in futuro».

LA SCHEDA: Una vita sulle note del rock

Graziano Romani inizia la sua avventura musicale nel 1981, quando fonda i “Rocking Chairs”, gruppo fortemente influenzato dal rock Usa di cui fanno parte, nella formazione “classica”, Max Marmiroli, Roberto Pellati, Franco Borghi, Antonio Righetti e Mel Previte. Dal 1987 al 1991 pubblicano quattro album con brani di Romani più cover di Springsteen, Dylan, Van Morrison e Rolling Stones. Gli ultimi due vengono registrati negli Usa e offrono la possibilità di collaborare con grandi artisti, fra cui Elliott Murphy (anche in veste di produttore). Nel 1991 Romani inizia il suo percorso solista e nel 1993 pubblica il primo album in italiano, “Graziano Romani”, co-prodotto da Massimo Riva. Tra i tanti progetti, nel 1995 realizza insieme a Elio e Le Sorite Tese il singolo “Christmas With the Yours” in cui è il cantante del “complesso misterioso”. L'anno dopo dà vita alla superband Megajam 5 con Max Cottafavi (Ligabue/Clandestino, Briegel (Ritmo Tribale), Lor e Wilko (Rats), dedicandosi ai grandi classici del rock. Nel 1998 fonda i Souldrivers con Max Cottafavi, Elisa Minari e Gigi Cavalli Cocchi. Nel 2001 pubblica “Soul Crusader”, sua prima raccolta di cover di Springsteen, ma anche “Storie dalla Via Emilia”, raccolta di inediti in italiano. Nel 2002 è la volta di “Lost and Found: Songs for the Rocking Chairs” in cui recupera vecchi brani scritti per il gruppo. Poi altri lavori da solista in inglese e italiano e nel 2009 il primo di quattro concept-album dedicati a eroi dei fumetti pubblicati con Panini Comics: Zagor, Tex, Mister No e Diabolik. Nel 2015 il grande Rocking Chairs Reunion Tour.

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