Modena: cavalcavia e infiltrazioni, dopo via Finzi c’è Saliceta
Anche la situazione del ponte sul tratto autostradale e della complanare è da valutare: cadono calcinacci dai piloni centrali. Il Comune: «Verificheremo»
MODENA. «Cos’è, viene giù anche questo ponte?». Non si capisce bene se la domanda sia più ironica o preoccupata, ma, dopo aver ricevuto qualche rassicurazione, l’uomo, un operaio della zona industriale, sorride e riprende il suo percorso in bici. È probabile che arrivi prima lui a destinazione, visto che le macchine sono quasi ferme davanti al cavalcavia di via Finzi. Perché la caduta di alcuni calcinacci dal ponte della tangenziale Carducci, giovedì pomeriggio tra le uscite 7 e 8, ha creato un po’ di preoccupazione e soprattutto un bel po’ di traffico, tanto che ieri mattina tra la Sacca e la zona industriale di Modena Nord si sono creati parecchi ingorghi.
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E mentre il Comune si è messo subito al lavoro per mettere in sicurezza il cavalcavia, viene da chiedersi se quello di via Finzi - l’ipotesi più probabile è che a causare la caduta dei calcinacci siano state le infiltrazioni e l'umidità nei pilastri centrali - sia un episodio isolato o possa essere ‘imitato’ da altri ponti dell’anello delle tangenziali. Perché - premesso che saranno ovviamente i tecnici a giudicare le situazioni potenzialmente pericolose - problemi di infiltrazioni sembrano essercene diversi in buona parte dei cavalcavia della tangenziale. È il caso del ponte che si incontra poco dopo Vaciglio, sulla complanare e sull’autostrada (che in quel tratto corrono parallele), procedendo in direzione Sassuolo e viceversa: come nel caso del cavalcavia di via Finzi, la situazione più complicata sembra essere quella dei pilastri centrali, che si trovano nel punto di separazione tra complanare e autostrada, con infiltrazioni evidenti, tanto che il cemento è costantemente bagnato. Situazione migliore, invece per i pilastri laterali, mentre l’intero arco del ponte presenta crepe e lesioni dovute al tempo. Ma la situazione più preoccupante sembra essere quella di Saliceta San Giuliano: in questo caso, sono autostrada e complanare a essere sopraelevate, mentre sotto c’è la trafficatissima via Giardini. Anche qui, a destrare maggiori preoccupazioni sono i pilastri centrali, quelli che reggono l’autostrada: quattro di loro - due per direzione di marcia della A1 - sono completamente e costantemente bagnati, mentre l’umidità ha formato delle muffe nella parte alta dei sostegni. Le parti più bagnate presentano crepe piuttosto vistose con alcuni punti in cui, di conseguenza, il cemento si sta staccando, tanto che basta un piccolo colpo per far cadere i calcinacci, in maniera simile a quanto avvenuto in via Finzi. E anche all’interno i pilastri sembrano completamente intrisi d’acqua, tanto che le parti in ferro sono arrugginite e in parte marce.
Se quella di Saliceta sembra la situazione più preoccupante per quanto riguarda le infiltrazioni, crepe e rotture piuttosto evidenti sono presenti in diversi cavalcavia, come quello che passa sopra la tangenziale all’altezza dell’uscita 17 bis, per raggiungere la motorizzazione e la via Giardini. E se è vero che, per tornare alla domanda dell’operaio di via Finzi, bisogna evitare gli allarmismi, è evidente che i drammatici precedenti dei cavalcavia crollati in Piemonte e nelle Marche rendono pressoché obbligatorio trattare con la massima attenzione i segnali lanciati dalla tangenziale di Modena: ieri l’amministrazione comunale ha fatto sapere di aver già previsto di effettuare, nel corso del 2017, «attività di monitoraggio e analisi del calcestruzzo di tutti i ponti e cavalcavia di competenza comunale, per un importo già previsto nel Piano investimenti di 350 mila euro. L’avvio dell’attività di controllo, motivata non da problemi di stabilità ma per programmare lavori di manutenzione straordinaria, è prevista verso la fine dell’estate e in seguito verranno calendarizzati per ogni anno di esercizio gli interventi necessari». L’auspicio è che la stessa attenzione sia rivolta ai “nostri” cavalcavia anche dall’Anas, dal momento che la tangenziale ha ampi tratti di sua competenza. Tornando a via Finzi, invece, i lavori dureranno circa 15 giorni: «L’intervento - fa sapere il Comune - prevede la scarifica del cemento ammalorato e il ripristino dello stesso, una volta effettuato il trattamento antiruggine del ferro dell’armatura del cavalcavia».
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