Modena: pestaggio brutale, incastrati tre giovani
Aggressione a Saliceta: 33enne in coma, due arresti dei carabinieri per tentato omicidio. Il terzo è accusato di depistaggio
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MODENA. Picchiarono con calci e pugni un 33enne con problemi di tossicodipendenza, infierendo su di lui con colpi ben assestatati nonostante fosse ormai esanime a terra tanto da mandarlo in coma. E tutto questo perché quella persona fastidiosa e un po’ alticcia aveva fatto un apprezzamento piuttosto esplicito ad una delle loro amiche con cui stavano passando la serata. Dopo circa dieci mesi grazie al nucleo investigativo dei carabinieri di Modena sono stati individuati i brutali aggressori: si tratta di due 23enni, un italiano e un marocchino, che sono stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio. I due si trovano agli arresti domiciliari e a loro è vietata ogni comunicazione tramite social o qualsiasi apparecchiatura telematica. Nei guai anche un terzo giovane, un italiano di 21 anni, per il quale è stato richiesta ed ottenuta dal Gip la misura cautelare dell’obbligo di dimora: è accusato di calunnia, autocalunnia (si era dichiarato pure lui autore del pestaggio) e favoreggiamento, per aver tentato di depistare le indagini in corso e proteggere così uno dei due autori materiali dell’aggressione. Non può uscire di casa dalle 23 alle 6 del mattino Tutti e tre abitano a Modena, solo il 21enne è un apprendista operaio, gli altri due non hanno occupazione e non sono studenti universitari.
La vicenda, che il procuratore capo Lucia Musti ha paragonato alla tragedia di Alatri, finita in modo differente solo per puro caso : la sera del 6 ,luglio scorso preso i locali delal polisportiva Saliceta San Giuliano si stava svolgendo una serata che abitualmente richiamava centinaia, se non migliaia , di giovani, per lo più universitari, ma aperta a tutti. La fascia d’età era quella sui venti, venticinque anni. “Stonava “ un po’ nel contesto generale la presenza del 33enne, noto alle forze dell'ordine come tossicodipendente, Quella sera lui, palesemente alticcio, aveva dato noia ai presenti in più occasioni, gli stessi gestori del locale gli avevano offerto una pizza e qualcosa da bere purché si allontanasse. La serata volgeva ormai al termine, il 33enne, che era stato in compagnia di un amico, si stava allontanando percorrendo il vialetto che porta in via Panni. quando ha incontrato due ragazzi italiani in compagnie di due ragazze. Si è avvicinato e ha pronunciato l’apprezzamento volgare, scatenando al reazione di uno dei due ragazzi. In quell'istante, come hanno ricostruito i carabinieri, è entrato in scena il 23enne marocchino che ha iniziato a sferrare colpi contro il 33enne. Come detto è stata una brutale aggressione, con calci e pugni sferrati anche quando l’uomo era finito a terra.
Nonostante le ferite interne al capo, il 33enne si era rialzato, aveva percorso parecchie decine di metri per poi crollare vicino ad una aiuola, vicino ai parcheggi in via Panni. Era circa l’una e quaranta, il ritrovamento della vittima del pestaggio e l’allarme al 118 sono avvenute verso le 2 e un quarto. Il 33enne era entrato in coma, gli venne eseguita un operazione a scatola cranica aperta per eliminare gli ematomi e stette per lungo tempo tra la vita e la morte. I militari iniziarono le indagini, vennero guardati tutti i filmati delle telecamere, ma non c’era la zona dell’aggressione. La Procura fece un appello affinché i fra i tanti giovani presenti qualcuno si facesse avanti raccontando, ma nessuno lo fece. I carabinieri attraverso anche i social, ovvero grazie alle presenze di amici comuni tra i vari profili di persone presenti quella sera, sono riusciti piano piano a circoscrivere il cerchio sino ad arrivare ai tre giovani.
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