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Convegno a Modena: «Sprechiamo troppo cibo Cambiamo le abitudini»

di Eleonora Degoli
Convegno a Modena: «Sprechiamo troppo cibo Cambiamo le abitudini»

Convegno sulla legge “Gadda”: viene dalle case il 54% degli alimenti buttati «Indispensabili strategie educative per le buone pratiche di alimentazione»

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MODENA La lotta allo spreco alimentare e farmaceutico con la legge Gadda ha una marcia in più. Dall’entrata in vigore della legge, il 14 settembre 2016, è aumentato il numero di soggetti che possono ricevere donazioni di cibo. La burocrazia per le stesse donazioni è inoltre stata snellita e nuove campagne per la sensibilizzazione dei consumatori sono state programmate. Quest’ultimo punto è particolarmente importante. La battaglia più grande contro lo spreco passa proprio attraverso la formazione di consumatori consapevoli. «Il 53-54 per cento dello spreco alimentare è collegato al contesto domestico». Ha ricordato Matteo Guidi, amministratore delegato di Last Minute Market. In questo senso la comunicazione giocherà un ruolo importante nella formazione di cittadini consapevoli. Rimangono inoltre fondamentali le iniziative nelle scuole, mirate all’insegnamento di buone pratiche di alimentazione. Numerosi altri progetti contro lo spreco sono stati ricordati ieri, in occasione del convegno di Federconsumatori Emilia Romagna. Al dibattito hanno partecipato i rappresentati di tutte le categorie che hanno come comune nemico lo spreco alimentare: la grande distribuzione, gli esercizi di vicinato ed il volontariato. L’obiettivo è quello di creare una rete che parta dalle nuove normative per creare ulteriori iniziative che rendano l’abbattimento degli sprechi una risorsa non solo economica, ma anche sociale. La grande distribuzione da diversi anni si impegna a ridurre i costi dei prodotti vicini alla scadenza o a donare ad associazioni di volontariato prodotti non esteticamente appetibili ma di qualità. Le cosiddette “doggy bag” o “family bag” sono invece gli alleati contro gli sprechi negli esercizi di vicinato. Il cibo che non viene consumato può essere portato a casa dal cliente attraverso sporte apposite. «L’esercente può andare incontro ad una spesa ulteriore, - ha sottolineato Giancarlo Zinani - perché le “bag” hanno un costo, anche se piccolo. Tuttavia, - ha continuato il presidente provinciale Fiepet Confesercenti - se le istituzioni locali possono venire incontro a queste esigenze, come ad esempio applicare una piccola riduzione della Tari». Un altro ostacolo alle “family bag” può essere lo stesso consumatore. «Entra in campo un fattore culturale. - ha spiegato Zinani - Proviamo vergogna se portiamo a casa ciò che rimane. Perché? Bisogna rompere questa vergogna». I partecipanti al dibattito sono stati concordi nell’affermare che oggi il luogo di maggiore spreco è il frigorifero domestico. Un paradosso, poiché questo spreco non esclude l’aumentare di chi il frigo l’ha vuoto. Per loro, i volontari sono figure fondamentali. Il cibo non più appetibile per gli esercizi commerciali viene infatti donato a loro, per poi raggiungere chi ne ha più bisogno. Modena offre esempi positivi di solidarietà. Dal 2013, gli empori Portobello a Modena, Il Pane e le rose di Soliera e Il Melograno di Sassuolo hanno distribuito prodotti a costo zero a circa 2000 famiglie per un totale di 7000 persone.

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