romana nord
Ventimila euro di cavi rubati alla ditta “Carpi 2” di Fossoli
Un chilometro e 600 metri di rame rubati da un impianto fotovoltaico per un valore di 20mila euro. Questo il bottino del furto messo a segno fra il 2 e il 3 maggio all’impianto “Carpi 2” sulla...
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Un chilometro e 600 metri di rame rubati da un impianto fotovoltaico per un valore di 20mila euro. Questo il bottino del furto messo a segno fra il 2 e il 3 maggio all’impianto “Carpi 2” sulla Statale Romana nord . La struttura è gestita dalla ditta trentina “Rete rinnovabile srl” e si trova all’altezza del chilometro 46 della via.
I malviventi sono entrati in azione di notte quando, complice il buio, hanno potuto agire indisturbati. I ladri hanno prelevato i cavi di rame che collegano i pannelli fotovoltaici fra loro.
Ai gestori dell’impianto non è rimasto che constatare il furto, che è stato denunciato ai carabinieri della Compagnia di Carpi. I militari hanno avviato le indagini per risalire agli autori del gesto.
Questo genere di furti è ricorrente negli ultimi mesi: accade, spesso, infatti, che i cavi di rame vengano rivenduti con facilità sul mercato nero.
Appena qualche giorno fa la Polizia stradale di Mirandola aveva fermato a Castelfranco due rumeni che tenevano a bordo della loro vettura due matasse di cavi industriali.
Come, del resto, non si contano più i furti commessi su diversi tratti dei binari che compongono i segmenti dell’Alta Velocità, messi a segno negli ultimi mesi.
I malviventi sono entrati in azione di notte quando, complice il buio, hanno potuto agire indisturbati. I ladri hanno prelevato i cavi di rame che collegano i pannelli fotovoltaici fra loro.
Ai gestori dell’impianto non è rimasto che constatare il furto, che è stato denunciato ai carabinieri della Compagnia di Carpi. I militari hanno avviato le indagini per risalire agli autori del gesto.
Questo genere di furti è ricorrente negli ultimi mesi: accade, spesso, infatti, che i cavi di rame vengano rivenduti con facilità sul mercato nero.
Appena qualche giorno fa la Polizia stradale di Mirandola aveva fermato a Castelfranco due rumeni che tenevano a bordo della loro vettura due matasse di cavi industriali.
Come, del resto, non si contano più i furti commessi su diversi tratti dei binari che compongono i segmenti dell’Alta Velocità, messi a segno negli ultimi mesi.
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