Gazzetta di Modena

Modena

Vivono in stazione: primo Daspo urbano per i tre accattoni 

di Alfonso Scibona
Vivono in stazione: primo Daspo urbano per i tre accattoni 

Applicazione lampo del Decreto Minniti che si ispira al calcio Molestano cittadini e vagano coi cani: ora devono andar via

2 MINUTI DI LETTURA





Uno dei primi casi di Daspo urbano in Emilia Romagna (come da decreto Minniti). Certamente il primo in provincia di Modena. È stato comminato ieri mattina a Sassuolo dalla polizia municipale, nei confronti di tre individui, italiani, che bivaccavano sotto la pensilina della stazione per Reggio. Ora il questore avrà 48 ore di tempo per firmarli.
Si tratta di una donna (P.L.R. classe 1970 originaria di Caserta ma ufficialmente residente a Modena), suo figlio (P.G, classe 1991 anch’egli originario di Caserta, ma ufficialmente residente in provincia di Ragusa), ed un terzo uomo (R.F classe 1966, originario della provincia di Perugia), ufficialmente residente a Fiorano.
Tutti e tre hanno precedenti per reati contro la persona e contro il patrimonio.
I tre, accompagnati da due cani di media taglia, da qualche tempo hanno stazionato in varie zone della città: durante il giorno in centro storico chiedendo l’elemosina e ricaricando telefonini e tablet nelle prese di corrente pubbliche a “conchiglia” messe a disposizione degli ambulanti per i mercati settimanali e, di notte, dormendo in stazione.
È proprio per quest’ultimo fatto che la polizia municipale è potuta intervenire a norma del cosiddetto “Decreto Minniti”. All’articolo 9 di questa normativa, infatti, si punisce “chi impedisce la libera accessibilità o la fruizione di aree e infrastrutture pubbliche” con una sanzione di 100 euro e il Daspo, prendendo spunto da quanto avviene nel calcio per gli ultrà violenti: l’allontanamento dalla città per 48 ore.
In caso di recidiva, la legge prevede che su disposizione del questore venga loro imposto il divieto d’accesso alla città per un periodo che non può essere inferiore ai 6 mesi e superiore, se gli allontanati hanno precedenti per reati contro il patrimonio o la persona, ai 2 anni.
«Si tratta di un nuovo strumento messo a disposizione dal “Decreto Minniti” – ha commentato il sindaco di Sassuolo – che iniziamo ad utilizzare tanto per una questione di sicurezza cittadina quanto di decoro urbano. Ovviamente cerchiamo di aiutare chi si trova in difficoltà economica tanto da essere costretto a dormire per strada ma se cittadino di Sassuolo, chi è residente in altre realtà è bene si rivolga ai servizi sociali del proprio comune di residenza. In questo senso il “Daspo urbano” diventa uno strumento utile a far si che le persone possano essere aiutate nei loro comuni di residenza, evitando in questo modo il proliferare del fenomeno dei senza fissa dimora».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google