Grandi Opere, Baschieri va a giudizio
San Felice. L’imprenditore scarcerato dopo le dimissioni, ma dovrà affrontare il processo sull’inchiesta per le corruzioni
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SAN FELICE. L’imprenditore sanfeliciano Claudio Baschieri rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta “Grandi Opere” ma liberato dagli arresti domiciliari.
Sono gli sviluppi delle indagini che nei mesi scorsi hanno spedito in carcere anche i rampolli con pollice da “affaristi” di noti politici e personaggi di Stato. L’ingegnere 63enne, procacciatore e socio della Grandi Opere Italiane, società impegnata nei lavori dell’Alta Velocità Milano-Genova, era stato dapprima arrestato, poi gli erano stati concessi i domiciliari.
Ora è stato liberato da un provvedimento del giudice, cui la Procura si era opposta. Liberato perchè in sostanza ormai l’inchiesta è chiusa, e perché Baschieri, pur proclamandosi estraneo alle accuse, ha rassegnato le dimissioni dagli incarichi che ricopriva nell’azienda.
Inoltre, le indagini erano ormai chiuse, e non c’era più motivo di limitarne la libertà. Così è stata finalmente accolta l’istanza dell’avvocato difensore, prof Giulio Garuti.
Intanto la prima parte dell’inchiesta sfocia in un rinvio a giudizio, con accuse a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e tentata estorsione in merito agli appalti per la realizzazione della tratta Tav «Milano-Genova-Terzo Valico Ferroviario dei Giovi» (quella cui lavorava Baschieri), del sesto Macrolotto dell’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e della People Mover di Pisa.
Con queste accuse e a seconda delle posizioni, formulate dai pm Paolo Ielo, Michele Prestipino e Giuseppe Cascini, sono stati rinviati a giudizio anche l’ingegner Giampiero De Michelis, e l’imprenditore calabrese Domenico Gallo. In tutto venti persone. De Michelis e Gallo sono considerati dalla procura di Roma i «promotori e organizzatori» della banda.
Una vicenda che aveva destato incredulità a San Felice, dove Baschieri e i famigliari si erano impegnati e distinti anche in occasione del terremoto, per aver donato strutture di accoglienza alle famiglie.
In sostanza, a Baschieri è stato imputato che - per evitare controlli nei cantieri che aveva avuto in subappalto - abbia commissionato forniture e consulenze a società di comodo, costituite da figure al vertice dell’opera, come Giampiero De Michelis, pubblico ufficiale e direttore del lavori. L'indagine era partita nel 2014 e quella relativa alla Tav nel 2015, corroborata da una mole impressionante di intercettazioni ambientali e telefoniche
Baschieri - che nelle intercettazioni appare sempre molto prudente, timoroso di parlare al telefono - è coinvolto solo per i lavori alla Tav, che la società che rappresenta ha avuto in subappalto dal “Cociv” (il consorzio collegamenti integrati veloci) guidato da Impregilo.
Per l’opera del “Terzo Valico del Giovi, voluta dal Ministero dei trasporti (finanziatore), Rfi e Italfer si erano affidati al Cociv che a sua volta ha subappaltato con un contratto del 2015 alla Goi (Grandi Opere Italiana srl) di cui è esponente e socio il Baschieri.
Ebbene, per l’accusa la Goi ha poi stipulato contratti con società di fornitura (uno da 400mila euro, uno da 900mila euro), di consulenza (60mila euro più 24mila euro annui) e di analisi ( 30mila euro). Società tutte riconducibili a Domenico Gallo e Giampiero De Michelis che dovevano controllare e che invece lucravano, proprio omettendo di controllare l'utilizzo di cemento “farlocco”, inadeguato. O di sanzionare irregolarità della fornitura di prefabbricati in ferro e l’ingresso in cantiere di “mezzi e materiali non autorizzati”. Nel corso delle indagini, l'ingegnere sanfeliciano viene seguito più volte, ad esempio quando si reca al ristorante con questi importanti interlocutori. O intercettato, anche in alcuni convulsi scambi di messaggi sulla gestione di situazioni complesse. Si è sempre difeso dicendo di avere agito proprio per il contrario, evitare pressioni e stranezze.
Per Giandomenico Monorchio (figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato Andrea) la decisione è stata rinviata all’8 giugno prossimo, a causa di una mancata notifica. Le posizioni delle società coinvolte nell’inchiesta( Grandi Opere Italiane srl, Ciprini costruzioni spa, Pisamover spa, Consorzio Cociv, Reggio Calabria Scilla Scpa) sono ancora al vaglio dei pm romani.
Alberto Setti
Sono gli sviluppi delle indagini che nei mesi scorsi hanno spedito in carcere anche i rampolli con pollice da “affaristi” di noti politici e personaggi di Stato. L’ingegnere 63enne, procacciatore e socio della Grandi Opere Italiane, società impegnata nei lavori dell’Alta Velocità Milano-Genova, era stato dapprima arrestato, poi gli erano stati concessi i domiciliari.
Ora è stato liberato da un provvedimento del giudice, cui la Procura si era opposta. Liberato perchè in sostanza ormai l’inchiesta è chiusa, e perché Baschieri, pur proclamandosi estraneo alle accuse, ha rassegnato le dimissioni dagli incarichi che ricopriva nell’azienda.
Inoltre, le indagini erano ormai chiuse, e non c’era più motivo di limitarne la libertà. Così è stata finalmente accolta l’istanza dell’avvocato difensore, prof Giulio Garuti.
Intanto la prima parte dell’inchiesta sfocia in un rinvio a giudizio, con accuse a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e tentata estorsione in merito agli appalti per la realizzazione della tratta Tav «Milano-Genova-Terzo Valico Ferroviario dei Giovi» (quella cui lavorava Baschieri), del sesto Macrolotto dell’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e della People Mover di Pisa.
Con queste accuse e a seconda delle posizioni, formulate dai pm Paolo Ielo, Michele Prestipino e Giuseppe Cascini, sono stati rinviati a giudizio anche l’ingegner Giampiero De Michelis, e l’imprenditore calabrese Domenico Gallo. In tutto venti persone. De Michelis e Gallo sono considerati dalla procura di Roma i «promotori e organizzatori» della banda.
Una vicenda che aveva destato incredulità a San Felice, dove Baschieri e i famigliari si erano impegnati e distinti anche in occasione del terremoto, per aver donato strutture di accoglienza alle famiglie.
In sostanza, a Baschieri è stato imputato che - per evitare controlli nei cantieri che aveva avuto in subappalto - abbia commissionato forniture e consulenze a società di comodo, costituite da figure al vertice dell’opera, come Giampiero De Michelis, pubblico ufficiale e direttore del lavori. L'indagine era partita nel 2014 e quella relativa alla Tav nel 2015, corroborata da una mole impressionante di intercettazioni ambientali e telefoniche
Baschieri - che nelle intercettazioni appare sempre molto prudente, timoroso di parlare al telefono - è coinvolto solo per i lavori alla Tav, che la società che rappresenta ha avuto in subappalto dal “Cociv” (il consorzio collegamenti integrati veloci) guidato da Impregilo.
Per l’opera del “Terzo Valico del Giovi, voluta dal Ministero dei trasporti (finanziatore), Rfi e Italfer si erano affidati al Cociv che a sua volta ha subappaltato con un contratto del 2015 alla Goi (Grandi Opere Italiana srl) di cui è esponente e socio il Baschieri.
Ebbene, per l’accusa la Goi ha poi stipulato contratti con società di fornitura (uno da 400mila euro, uno da 900mila euro), di consulenza (60mila euro più 24mila euro annui) e di analisi ( 30mila euro). Società tutte riconducibili a Domenico Gallo e Giampiero De Michelis che dovevano controllare e che invece lucravano, proprio omettendo di controllare l'utilizzo di cemento “farlocco”, inadeguato. O di sanzionare irregolarità della fornitura di prefabbricati in ferro e l’ingresso in cantiere di “mezzi e materiali non autorizzati”. Nel corso delle indagini, l'ingegnere sanfeliciano viene seguito più volte, ad esempio quando si reca al ristorante con questi importanti interlocutori. O intercettato, anche in alcuni convulsi scambi di messaggi sulla gestione di situazioni complesse. Si è sempre difeso dicendo di avere agito proprio per il contrario, evitare pressioni e stranezze.
Per Giandomenico Monorchio (figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato Andrea) la decisione è stata rinviata all’8 giugno prossimo, a causa di una mancata notifica. Le posizioni delle società coinvolte nell’inchiesta( Grandi Opere Italiane srl, Ciprini costruzioni spa, Pisamover spa, Consorzio Cociv, Reggio Calabria Scilla Scpa) sono ancora al vaglio dei pm romani.
Alberto Setti
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