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Pd, tornare al cuore delle comunità    

di Paolo Negro*
Pd, tornare al cuore delle comunità    

“In otto, a Modena” titolava l’editoriale del direttore Grazioli domenica scorsa, giorno delle primarie, riferita alla partecipazione ad un’assemblea di circolo. Quel giorno 36mila modenesi entrarono...

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“In otto, a Modena” titolava l’editoriale del direttore Grazioli domenica scorsa, giorno delle primarie, riferita alla partecipazione ad un’assemblea di circolo. Quel giorno 36mila modenesi entrarono nei 103 seggi della provincia per votare alle primarie PD. Otto e trentaseimila. E hanno votato anche i rappresentanti all’Assemblea nazionale, il parlamento PD. Oggi quell’Assemblea si riunisce a Roma e vi parteciperò con la consapevolezza che sotto la fredda contabilità dei numeri c’è lo spazio della nostra responsabilità. Grattiamo allora sotto questi numeri. Otto. Sì, erano solo otto gli iscritti presenti a quell’assemblea ma erano 40 gli iscritti che ho incontrato a Fanano, ingaggiando con loro una discussione bellissima di oltre 2 ore, e decine le persone incontrate ogni sera, da Quarantoli a Pieve, da Savignano a Concordia. È già un mezzo miracolo quello avvenuto in oltre cento assemblee durante questo congresso, nelle comunità della provincia. Non guardiamo il PD con lo specchietto retrovisore. Il punto vero è racchiuso in questa parola: comunità. Oggi il PD è l’unico partito che difende un radicamento in ogni comunità d’Italia e nel modenese. Solo nel servizio che il PD svolga davvero per quella comunità, da Mirandola a Pieve, può ritrovare la propria ragion d’essere e la possibilità di rilanciare il proprio radicamento. Senza nostalgie per i numeri del passato. Il punto non è che ci si ritrovi in 8, in 25 o in 100. Otto persone possono fare più politica di 100 che pratichino un mero assemblearismo. Il punto è che iscritti ed elettori PD hanno sentito aumentare le distanze e l’irrilevanza del loro pensiero per il gruppo dirigente. Dobbiamo colmare questo vuoto. Il punto è: se nei circoli del PD modenese si decide ancora qualcosa, se ci si ritrova per pensare insieme idee, proposte e soluzioni ai problemi di persone e comunità. Quali sono le idee forza del PD modenese che dovrebbero appassionare le persone? È questa domanda che va rilanciata. È questa la responsabilità che un gruppo dirigente deve assumersi, superando l’afasia che rischia di sradicare il PD modenese dal cuore delle comunità. Ho concluso le assemblee in cui sono intervenuto con l’impegno a tornare presto, per entrare nei problemi. Questo va fatto: tornare nel cuore delle comunità. Siamo ancora presenti in ciascuna di esse, lo spazio c’è, bisogna muoversi. Infine il secondo numero: 36mila, i modenesi alle primarie. Sì, sono meno del 2013. Ma in questi 4 anni è cambiato il mondo: siamo all’apice della spinta distruttiva dell’antipolitica. E partecipare alla scelta del segretario di un partito è l’atto più politico che ci sia. Per me, questo numero è già un miracolo. Dovremmo invece porci il problema di come non sprecare la fiducia che migliaia di modenesi hanno accordato al PD, come “ingaggiare stabilmente” la loro partecipazione, non solo ogni 4 anni.
*partito democratico .

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