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Anche nella Bassa aumenta  chi è in difficoltà

Nel 2010 sono stati 465 gli stranieri che si sono rivolti alla sezione mirandolese di Porta Aperta per chiedere aiuto. Lo scorso anno sono stati 187. Mentre gli italiani sono stati 146 e nel 2016...

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Nel 2010 sono stati 465 gli stranieri che si sono rivolti alla sezione mirandolese di Porta Aperta per chiedere aiuto. Lo scorso anno sono stati 187. Mentre gli italiani sono stati 146 e nel 2016 sono stati 102. Questi i dati presentati da Giuliana Mecugni di Porta Aperta Mirandola. «Gli italiani, però, vengono più spesso - ha sottolineato Mecugni - Inoltre, forte è l’emergenza abitativa, non perché non esistano alloggi disponibili sul mercato, quanto perché i proprietari, in assenza di buste paga che possano garantire il pagamento dell’affitto, non sono disposti a cedere le case a inquilini. Rimane quindi il problema, per chi ha contratti di lavoro a tempo determinato, mantenere l’abitazione». Nel 2016 le persone incontrate al centro d’ascolto di Mirandola sono state 289 in 134 giorni: di queste 169 sono famiglie con figli per un totale di 750 persone raggiunte dagli aiuti. La situazione lavorativa delle persone che si rivolgono a Porta Aperta presenta un leggero calo dei disoccupati che scendono dal 56% al 53%. «Il dato rimane comunque preoccupante - aggiunge Mecugni - considerato che tra il 22,8% degli occupati si deve tener conto di diversi contratti che sono a tempo determinato e quindi non offrono gara nzie per il futuro». Le donne che chiedono aiuto segnano un aumento rispetto al 2015 al contrario degli ultimi anni: le “nuove” incontrate nel 2016 sono il 57,5%.

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