la lettera
Bagnoli: Galleria Estense, sarà un anno record
Gentile Direttore,Saper leggere un bilancio non è da tutti, soprattutto un bilancio della pubblica amministrazione per sua natura particolarmente complesso. Mi permetto quindi di fare alcune...
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Gentile Direttore,
Saper leggere un bilancio non è da tutti, soprattutto un bilancio della pubblica amministrazione per sua natura particolarmente complesso. Mi permetto quindi di fare alcune precisazioni sulle notizie riportate ieri dal suo quotidiano a proposito dei “conti” delle Gallerie Estensi. Ma prima ancora mi preme sottolineare il fatto che la Pinacoteca di Ferrara non è chiusa tre giorni a settimana come si leggeva ieri, per gravi problematiche, ma anzi a breve amplierà i suoi orari. Ma torniamo al bilancio. I costi di gestione annui delle Gallerie Estensi sono stati riportati essere 8 milioni. Ma in questa cifra sono compresi i costi del personale che non sono inseriti nel bilancio del museo, in quanto sono a carico del Bilancio dello Stato. Parimenti non vi è stato un calo sostanziale dei finanziamenti statali verso le Gallerie Estensi. La differenza del contributo pubblico tra il 2016 e il 2017 è da imputare ad erogazioni straordinarie in conto capitale per importanti lavori di manutenzione straordinaria che, come ovvio, non devono ripetersi ogni anno.
Mi preme anche sottolineare che forse l’incauto autore non ha tenuto ben in conto la differenza sostanziale tra bilancio preventivo e bilancio consuntivo (bilancio consuntivo che l’autore cita ma i cui dati non sono ancora resi pubblici, per cui sarebbe legittimo domandarsi da chi li abbia avuti ). Chi di queste cose è pratico sa che questi due documenti sono basati su principi di formazione non analoghi e quindi difficilmente paragonabili.
In particolar modo è bene tener conto che alla data di presentazione del bilancio di previsione (31/10 di ogni anno precedente al nuovo esercizio) non sono riportate le fonti di finanziamento autonome del museo, in particolar modo le entrate provenienti dai contributi da privati e da possibili altri introiti. Non è cosa strana come suggeriva l’autore dell’articolo di ieri che queste somme non appaiano nel bilancio preventivo del 2017 è solo parte della normativa contabile.
Detto questo è pur vero che confrontando il preventivo e il consuntivo 2016 si evince che nel primo anno di attività il museo autonomo è riuscito ad aumentare del 27,50 % le previsioni sugli introiti proventi da concessioni di beni passando da 39mila 900 preventivati a 50 mila 890 accertati e riscossi. Mentre, sempre paragonando preventivo e consuntivo del 2016 le Gallerie Estensi aumentavano di circa il 7,5% i contributi da privati passando da €.202mila 891,32 a €.217mila 890,43 accertati e riscossi. Il motivo per cui donazioni e concessioni, apparivano nel preventivo del 2016 si deve al fatto che al momento della stesura del preventivo queste erano già state effettuate. Difatti il primo preventivo di esercizio del museo fu finalizzato ad Aprile del 2017 (e non come prevede la norma ad ottobre dell’anno precedente) per motivi di ordine pratico e cioè dopo l’insediamento degli organi collegiali del neonato museo. Questo non è stato il caso per la stesura del bilancio preventivo del 2017 e che quindi non fa menzione di “ricavi” per concessioni e donazioni. Possiamo però affermare che in base ai dati oggi in nostro possesso, l’andamento del 2017 è molto buono e ci fa sperare in un superamento dei risultati dell’anno scorso. Ci pare quindi di poter dire con sicurezza che lungi dall’essere sempre più dipendenti dal ministero questo museo comincia a camminare con le sue gambe, o perlomeno fare i primi passi. E’ vero che la strada è ancora lunga, ma è anche vero che siamo ancora molto giovani. Almeno la strada intrapresa è quella giusta.
Martina Bagnoli
Direttore
Gallerie Estensi
Ferrara, Modena, Sassuolo
Saper leggere un bilancio non è da tutti, soprattutto un bilancio della pubblica amministrazione per sua natura particolarmente complesso. Mi permetto quindi di fare alcune precisazioni sulle notizie riportate ieri dal suo quotidiano a proposito dei “conti” delle Gallerie Estensi. Ma prima ancora mi preme sottolineare il fatto che la Pinacoteca di Ferrara non è chiusa tre giorni a settimana come si leggeva ieri, per gravi problematiche, ma anzi a breve amplierà i suoi orari. Ma torniamo al bilancio. I costi di gestione annui delle Gallerie Estensi sono stati riportati essere 8 milioni. Ma in questa cifra sono compresi i costi del personale che non sono inseriti nel bilancio del museo, in quanto sono a carico del Bilancio dello Stato. Parimenti non vi è stato un calo sostanziale dei finanziamenti statali verso le Gallerie Estensi. La differenza del contributo pubblico tra il 2016 e il 2017 è da imputare ad erogazioni straordinarie in conto capitale per importanti lavori di manutenzione straordinaria che, come ovvio, non devono ripetersi ogni anno.
Mi preme anche sottolineare che forse l’incauto autore non ha tenuto ben in conto la differenza sostanziale tra bilancio preventivo e bilancio consuntivo (bilancio consuntivo che l’autore cita ma i cui dati non sono ancora resi pubblici, per cui sarebbe legittimo domandarsi da chi li abbia avuti ). Chi di queste cose è pratico sa che questi due documenti sono basati su principi di formazione non analoghi e quindi difficilmente paragonabili.
In particolar modo è bene tener conto che alla data di presentazione del bilancio di previsione (31/10 di ogni anno precedente al nuovo esercizio) non sono riportate le fonti di finanziamento autonome del museo, in particolar modo le entrate provenienti dai contributi da privati e da possibili altri introiti. Non è cosa strana come suggeriva l’autore dell’articolo di ieri che queste somme non appaiano nel bilancio preventivo del 2017 è solo parte della normativa contabile.
Detto questo è pur vero che confrontando il preventivo e il consuntivo 2016 si evince che nel primo anno di attività il museo autonomo è riuscito ad aumentare del 27,50 % le previsioni sugli introiti proventi da concessioni di beni passando da 39mila 900 preventivati a 50 mila 890 accertati e riscossi. Mentre, sempre paragonando preventivo e consuntivo del 2016 le Gallerie Estensi aumentavano di circa il 7,5% i contributi da privati passando da €.202mila 891,32 a €.217mila 890,43 accertati e riscossi. Il motivo per cui donazioni e concessioni, apparivano nel preventivo del 2016 si deve al fatto che al momento della stesura del preventivo queste erano già state effettuate. Difatti il primo preventivo di esercizio del museo fu finalizzato ad Aprile del 2017 (e non come prevede la norma ad ottobre dell’anno precedente) per motivi di ordine pratico e cioè dopo l’insediamento degli organi collegiali del neonato museo. Questo non è stato il caso per la stesura del bilancio preventivo del 2017 e che quindi non fa menzione di “ricavi” per concessioni e donazioni. Possiamo però affermare che in base ai dati oggi in nostro possesso, l’andamento del 2017 è molto buono e ci fa sperare in un superamento dei risultati dell’anno scorso. Ci pare quindi di poter dire con sicurezza che lungi dall’essere sempre più dipendenti dal ministero questo museo comincia a camminare con le sue gambe, o perlomeno fare i primi passi. E’ vero che la strada è ancora lunga, ma è anche vero che siamo ancora molto giovani. Almeno la strada intrapresa è quella giusta.
Martina Bagnoli
Direttore
Gallerie Estensi
Ferrara, Modena, Sassuolo
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