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Caritas, 6800 sporte per 700 famiglie 

di Serena Arbizzi
Caritas, 6800 sporte per 700 famiglie 

Oltre agli alimenti, donati medicinali e pagate spese condominiali per 206mila euro. Il 58% degli aiuti richiesti dalle donne  

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Calano le famiglie che si rivolgono al centro d’ascolto per ricevere aiuto, ma, allo stesso tempo aumentano le sporte di generi alimentari donate. Segno che la povertà diventa sempre più cronica, costituita da “sabbie mobili” da cui a fatica si riescono a togliere i bisognosi. Molto in questo senso viene fatto dalla Caritas Diocesana, insieme a Porta Aperta Carpi, i cui referenti, rispettivamente Michela Marchetto e Alessandro Gibertoni, hanno illustrato i dati dell’osservatorio sulla povertà 2016.
Entrando nel dettaglio del rapporto, si scopre che le famiglie presentano almeno un ritardo sulle utenze domestiche di luce, acqua, gas, rifiuti e spese condominiali. Uno dei dati più eclatanti riguarda le 163 debitrici di 88.031 euro di gas, ma anche le spese condominiali sono difficili da sostenere (il debito è di 206mila euro, maturato da 125 nuclei), così come il costo dei rifiuti (quasi 40mila euro per 146 famiglie).
«Nel 2016, poi, è stato distribuito materiale scolastico a 80 famiglie, di cui 51 straniere - commenta Gibertoni - Grazie al banco farmaceutico, poi, sono stati forniti medicinali di base per 28 nuclei. Le famiglie incontrate al centro d’ascolto sono state 711 nel 2015 e 680 2016, mentre quelle assistite dal programma alimentare sono state 564, di cui 339 straniere. L’aiuto alimentare si concretizza con 6822 sporte distribuite: 250 in più rispetto all’anno scorso. Cresce, poi, il divario tra uomini e donne, con il 58% di componente femminile. Sempre le donne sono mediamente più istruite degli uomini. Circa i due terzi delle persone incontrate vivono in affitto (432 su 680) mentre il 12%, almeno sulla carta, è proprietario. In tutto sono stati fatti 4867 colloqui con un aumento dell’8% sul 2015. Le famiglie straniere (il 60%) hanno aree di provenienza consolidate: Maghreb (159), Europa dell’Est (129), Asia (61), Africa sub-sahariana (53), Americhe (10), altri Europa (6). I “nuovi arrivi”, cioè le persone incontrate per la prima volta, sono soltanto il 23%, a dispetto del 45% di pochi anni fa».
Michela Marchetto della Caritas ha ricordato poi varie misure di sostegno alla povertà come: il fondo salute, cui hanno aderito 20 parrocchie e associazioni. Nel 2016 sono stati rimborsati 26mila euro alle famiglie accompagnate dalle Caritas parrocchiali. Il fondo è stato rinnovato anche nel 2017. Nove parrocchie hanno anche stanziato un contributo alle rette scolastiche per 20mila euro. Nel 2016, poi, hanno svolto servizio civile alla Caritas 12 giovani in 7 sedi. Ed è proseguito il progetto di “educativa di strada” per incontrare i ragazzi e coinvolgerli nei loro luoghi di aggregazione.

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