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Giovanardi e i tabulati di Aemilia: «Giusta la Consulta»

Giovanardi e i tabulati di Aemilia: «Giusta la Consulta»

SAN FELICE. Un fatto “estremamente positivo, perché va a toccare una questione di fondo”. Così il senatore di Idea, Carlo Giovanardi, commenta la decisione del Gip Alberto Ziroldi di chiedere alla...

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SAN FELICE. Un fatto “estremamente positivo, perché va a toccare una questione di fondo”. Così il senatore di Idea, Carlo Giovanardi, commenta la decisione del Gip Alberto Ziroldi di chiedere alla Corte Costituzionale di decidere se sia necessario o meno chiedere l’autorizzazione al Senato per utilizzare i tabulati acquisiti “presso terzi”, cioè nei confronti di una persona che entra in contatto con un parlamentare, nell’indagine a suo carico per le presunte pressioni fatte alla Prefettura di Modena. Secondo l’accusa Giovanardi voleva salvare dall’interdittiva antimafia la ditta Bianchini Costruzioni, il cui titolare è attualmente imputato nel processo Aemilia e che oggi potrebbe testimoniare in aula.
Giovanardi ribadisce che “tutto ciò che ho detto e fatto a Modena lo avevo già detto e fatto in Senato, in Commissione antimafia, e in Commissione giustizia”. Perciò, sostiene, “mi si addebita ciò che ho detto e fatto svolgendo la mia funzione di parlamentare”. Il senatore aggiunge che “da un lato c’è il ruolo del parlamentare, e dall’altro le iniziative dei pm”, e quando queste “arrivano a sindacare l'attività di un parlamentare si tocca, appunto, una questione di fondo, perché il parlamentare non può rischiare l’incriminazione per la sua attività”. Questo, conclude Giovanardi, vale anche per quanto fatto “nei confronti della Prefettura, che è un organo del Governo: se io parlamentare ritengo che una Prefettura dia un’interdittiva sbagliata, è mio diritto-dovere intervenire».

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