Gazzetta di Modena

Modena

Giunta, Muzzarelli sceglie Guadagnini 

di Davide Berti
Giunta, Muzzarelli sceglie Guadagnini 

A lei Pari Opportunità, Giovani e Quartieri. Bosi “strappa” il Bilancio a Ferrari che eredita da Rotella le Attività Economiche

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Il rimpasto, o per meglio dire “rimpastino”, il sindaco lo serve lunedì a pranzo tra piatti freddi - la stoccata all’assessore Ludovica Ferrari dopo le liti sugli “scissionisti” - e caldi - l’inserimento in giunta di una donna che certo non le darà problemi di tenuta di maggioranza. A Irene Guadagnini, 39 anni, attrice e insegnante con un passato negli organi dirigenti del pd cittadino, vengono affidate le deleghe a Partecipazione e Quartieri, alle Pari opportunità, alle Politiche giovanili e alle Relazioni internazionali.
È questa la scelta di Muzzarelli, che dopo due anni e mezzo cambia una faccia con una risposta politica e non tecnica ai problemi della città, che restano sugli stessi tavoli.
Del “rimpastino” si sapeva. Muzzarelli ha guardato al suo, e c’è riuscito nel migliore dei modi: sfilare il bilancio all’assessore Ferrari - un segnale - che eredita comunque deleghe importanti, inserire una donne che gli sarà fedele e rispondere a Mdp per provare a blindare un’alleanza a Sinistra. Nessun potenziamento al centro renziano, che già mugugna. Questo è il rischio che si è preso nell’ottica di un consiglio comunale che dipende da Francesca Maletti, la cui prima condizione è stata rispettata: non toccare l’assessore Gianpietro Cavazza.
I cambiamenti sono comunque trasversali. Andrea Bosi assume le deleghe di Bilancio, Finanze, Personale, Europa e Cooperazione internazionale, oltre a mantenere quelle relative a Lavoro e formazione professionale, Promozione della cultura della legalità e Centro storico. Per il sindaco «si tratta di un ruolo di grande responsabilità per tutte le politiche e le scelte strategiche dell’ente».
A Irene Guadagnini vengono appunto affidate le deleghe a Partecipazione e Quartieri, alle Pari opportunità, alle Politiche giovanili e alle Relazioni internazionali.
Ludovica Carla Ferrari assume le deleghe attribuite in precedenza a Rotella (Attività economiche, Turismo e promozione della città, Servizi demografici e Polizia mortuaria, Statistica) e mantiene la responsabilità su Smart city e sistemi informatici, oltre che sulla Riforma della Pubblica amministrazione che ha sempre seguito.
Per il sindaco lo scopo principale «è rafforzare il coordinamento tra i servizi più impegnati nell’innovazione e nella promozione della città e della sua immagine».
Conferma invece del ruolo di vicesindaco per Gianpietro Cavazza, che mantiene le deleghe a Cultura, Scuola e rapporti con l’Università.
All’assessore Giulio Guerzoni viene affidata anche la delega alla Sicurezza del territorio che si aggiunge a quelle su Ambiente ed energia, Servizi civili, Sport, Protezione civile e volontariato, dopo aver lasciato i Giovani alla Guadagnini.
Gabriele Giacobazzi mantiene le deleghe a Lavori pubblici, Patrimonio, Mobilità, reti e infrastrutture; Anna Maria Vandelli quelle su Urbanistica ed edilizia, Politiche abitative e aree produttive; Giuliana Urbelli quelle su Welfare e coesione sociale, Sanità, Integrazione e cittadinanza. La delega sulla Sicurezza rimane al sindaco.
«Mai avuto pressioni, ho raccolto e accolto valutazioni e lavorato nel campo del centrosinistra senza forzature. Sono un tecnico prestato alla politica, io», sottolinea Muzzarelli quando gli viene fatto notare che il rimpasto di giunta era atteso da mesi e si è andato a concretizzare solo quando gli equilibri si sono trasformati inveri e propri equilibrismi: «La giunta è quella, con queste caratteristiche: nessuno mi ha mai parlato personalmente del rischio che si spostasse a destra. Non è stato assolutamente - assicura Muzzarelli - un rimpasto tormentato, si è trattato di un percorso tutto sommato breve con incontri di maggioranza puntuali, pochi ma buoni».
Ora, comunque, si guarda avanti con un pò più di serenità: «Ripartiamo più forti di prima per il bene di Modena, le questioni romane sono un'altra cosa... E il rafforzamento c'era già stato col voto sul bilancio 2017».

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