Un calo per le imprese femminili
In Emilia Romagna leggera flessione nel primo trimestre rispetto al 2016
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Al 31 marzo scorso in Emilia-Romagna le imprese attive femminili erano 84.484, pari al 20,9% del totale delle imprese regionali, con una leggera flessione (-55 unità, pari a un -0,1%) rispetto alla stessa data del 2016. Gli effetti della crisi passata si riflettono di più sulle imprese non femminili, che sono risultate 2.675 in meno (-0,8%). In generale le imprese hanno mostrato una tendenza migliore a livello nazionale e proprio quelle femminili (1.152.271) sono cresciute dello 0,3%. Le imprese in rosa sono aumentate nella metà delle regioni italiane. L’incremento è stato più rapido in Basilicata e in Calabria (+1,4 per cento per entrambe). L’Emilia-Romagna è risultata undicesima per crescita,. È questa la sintesi dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.
Riguardo i settori di attività economica, crescono le imprese dell’insieme dei servizi (+0,4%, +250 unità), nonostante la rilevante eccezione dell’insieme del commercio (-319 unità, -1,4%), grazie soprattutto all’incremento delle imprese di alloggio e ristorazione (+163 unità, +1,8%). e delle altre attività (+134 unità, +1,4%), trainate dai servizi alla persona. Aumentano lievemente quelle dell’industria (+0,5%). All’opposto si contrappone la crisi dell’agricoltura (-288 unità, -2,2%) e delle costruzioni (-1,7%).
Da notare che le ditte individuali hanno mostrato una maggiore tenuta e hanno subito solo una lieve flessione dello 0,1% (-73 unità), rispetto a dodici mesi prima.
Riguardo i settori di attività economica, crescono le imprese dell’insieme dei servizi (+0,4%, +250 unità), nonostante la rilevante eccezione dell’insieme del commercio (-319 unità, -1,4%), grazie soprattutto all’incremento delle imprese di alloggio e ristorazione (+163 unità, +1,8%). e delle altre attività (+134 unità, +1,4%), trainate dai servizi alla persona. Aumentano lievemente quelle dell’industria (+0,5%). All’opposto si contrappone la crisi dell’agricoltura (-288 unità, -2,2%) e delle costruzioni (-1,7%).
Da notare che le ditte individuali hanno mostrato una maggiore tenuta e hanno subito solo una lieve flessione dello 0,1% (-73 unità), rispetto a dodici mesi prima.
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