Gazzetta di Modena

Modena

Un libro racconta il Lambrusco, "oro rosso" di Modena

di Serena Fregni
Un libro racconta il Lambrusco,  "oro rosso" di Modena

“Tutti lo chiamano Lambrusco”: le storie del vino modenese attraverso le cantine “custodi” della sua qualità e originalità

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MODENA. "Tutti lo chiamano Lambrusco" è il titolo del nuovo libro che, attraverso immagini e racconti, vuole raccontare la storia e l'autenticità di questo vino tutto modenese, che porta il marchio del nostro territorio.Una presentazione che si è tenuta nella suggestiva Corte del Leccio dove erano presenti con i loro vini e Lambruschi le cantine modenesi protagoniste che hanno partecipato in prima persona ai racconti del libro. Una storia fatta soprattutto dai produttori, coloro che ogni giorno garantiscono la produzione e promozione di un vino sempre più in crescita. « Il nostro obiettivo - racconta Filippo Marchi, uno degli ideatori della storia insieme a Giulio Loi e Antonio Previdi - è quello di far capire alle persone che il Lambrusco può essere un vino molto più pregiato, volevamo comunicarlo e lo abbiamo fatto attraverso i produttori, veri protagonisti della storia».
Un libro che vede la firma autoriale di Camillo Favaro, colui che ha prestato la sua penna per raccontare queste storie: «Abbiamo voluto raccontare il Lambrusco e lo abbiamo fatto attraverso i produttori che sono la storia di questo vino e di questo territorio e sempre di più lo stanno valorizzando in tutto il mondo».
Una storia fatta di passione e amore per il territorio modenese che non poteva essere raccontata senza immagini e quindi, attraverso le fotografie in bianco e nero di Maurizio Gjivovich si entra in tutto e per tutto nell'atmosfera delle terre del Lambrusco. «Il vino viene raccontato – racconta Maurizio - attraverso gli sguardi, le situazioni, la convivialità e lo stare assieme, immagini che sono state prese in momenti della produzione, dove i produttori parlano del loro prodotto, lo assaggiano, c'è molta naturalezza, storia e autenticità». Sono una ventina le cantine presenti nel libro, tutte di produttori modenesi, da "Garuti", "Vittorio Graziano", "Sandro Cavicchioli", "Gianluca Bergianti", "Saetti", Christian Bellei", "Alberto Fiorini", "Alberto e Barbara Paltrinieri" e tanti altri sempre del territorio. Tra questi c'è anche chi ha scelto la strada della sperimentazione, come Claudio Plessi, titolare della cantina Molinazza e produttore di vini vinificati da monovitigni autoctoni, rari e dimenticati, coltivati con metodo biologico e naturale. «Sono vini biologici e prodotto in purezza – racconta Plessi – quindi sono rifermentati in bottiglia come una volta ma attraverso il monovitigno per riscoprire un gusto davvero unico».
Il libro, per scelta degli autori come afferma Filippo è stato stampato anche in inglese "Everyone calls it Lambrusco": «Per poter dare un punto di vista interessante e stimolante anche all'estero per far conoscere la grande storia di questo vino e continuare sempre di più a valorizzarlo e promuoverlo».

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