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ma il sindacato smentisce 

«La Cgil mi chiede una somma più alta per il mio caso»

«La Cgil mi chiede una somma più alta per il mio caso»

Un’ex lavoratrice della filiale di Carpi della Trenkwalder protesta contro la Cgil perché, dopo essersi dimessa, il sindacato le aveva promesso di assisterla in cambio di una percentuale di quanto...

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Un’ex lavoratrice della filiale di Carpi della Trenkwalder protesta contro la Cgil perché, dopo essersi dimessa, il sindacato le aveva promesso di assisterla in cambio di una percentuale di quanto avrebbe ricevuto dai crediti derivanti dallo stato passivo. Percentuale che, secondo la Cgil è sempre stata del 10%, mentre, secondo la lavoratrice avrebbe dovuto attestarsi al 5%, stando ai patti iniziali. Il sindacato, da parte sua, respinge le accuse al mittente.
«Sono incappata nel fallimento della Trenkwalder e non ho ancora visto il Tfr, la tredicesima e la quattordicesima mensilità e vari ratei maturati - dice l’ex lavoratrice - è stato indispensabile rivolgersi a un legale o a un sindacato perché venissi seguita nell’istanza di insinuazione al passivo. Dopo aver valutato la situazione, ho deciso di rivolgermi alla Cgil, perché il costo che avrei dovuto sostenere sarebbe stato inferiore rispetto a quello di uno studio legale. si era infatti sempre parlato, sia alle assemblee sindacali, sia in sede di incontri di iscrizione con tesseramento: 150 euro da pagare subito o a rate, più il 5% di quello che alla fine avrei recuperato. Se non mi fossi iscritta sarebbe stato il 10% e proprio per questo motivo a febbraio 2017 ho deciso di efettuare l’iscrizione, versando i 150 euro alla Cgil di Carpi. Fin qui tutto bene, se non che, all’inizio di marzo, con altri colleghi abbiamo appreso che si era deciso che il 5% sarebbe stato trattenuto solo agli iscritti storici e non ai nuovi iscritti. Nel caso specifico, a chi si è iscritto dopo il concordato Trenkwalder. Tutto ciò ovviamente senza che nulla fosse mai messa per iscritto» conclude l’ex lavoratrice.
La Cgil replica che «non è così come racconta l’ex lavoratrice - risponde Paolo Montanti, referente di Filcams Cgil - Abbiamo verificato con i colleghi che hanno seguito il caso specifico. Era sempre stata comunicata la percentuale corretta per i nuovi iscritti, ovvero del 10%. Gli “storici” sono quelli che hanno effettuato l’iscrizione almeno un anno fa. Noi abbiamo la necessità di chiedere una percentuale per l’insinuazione nello stato passivo, per l’espletamento di una serie di procedure burocratiche che, anche a nostro carico, comportano dei costi. Inoltre, la signora ha fatto l’iscrizione i primi di marzo: se le condizioni non le andavano bene perché la questione emerge soltanto oggi?» termina il referente della Cgil Montanti. (s.a.)

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