Ladro “legionario” patteggia col complice
«Stai attento. Lasciaci andare perché io sono stato nella Legione straniera». Questa minaccia da sbruffone fatta a un agente della Squadra volante della polizia di stato e il furto tentato su un’auto...
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«Stai attento. Lasciaci andare perché io sono stato nella Legione straniera».
Questa minaccia da sbruffone fatta a un agente della Squadra volante della polizia di stato e il furto tentato su un’auto parcheggiata in corso Canalchiaro sono costati ai due arrestati un patteggiamento da un anno e dieci mesi per il “legionario” e un anno e quattro mesi per il suo socio.
È la pena decisa ieri al termine dell’udienza preliminare per un marocchino 28enne molto noto alle forze dell’ordine perché con una fedina penale ricca di numerosi precedenti in quasi tutti i reati predatori (furto, scippo, percosse, ingiurie, guida senza patente) e il suo amico di scorribande, un italiano 37enne.
Il fatto è avvenuto in ottobre in pieno centro storico. All’alba i due hanno tentato di forzare l’auto parcheggiata in Canalchiaro da un 85enne che abita nei paraggi.
Per loro sfortuna passava la pattuglia della Squadra volante e gli agenti li hanno colti sul fatto arrestandoli.
E proprio durante le fase dell’arresto, il marocchino si è lasciato andare nelle affermazioni da sbruffone immaginando di intimorire i poliziotti di andarsene.
Durante i controlli, il marocchino è risultato già espulso dall’Italia in base a un ordine del Questore di Rimini, del quale se ne è infischiato.
Per i suoi precedenti il giudice ha deciso che deve scontare la pena in carcere, mentre la pena è stata sospesa per l’imputato italiano perché incensurato fino ad oggi.
Questa minaccia da sbruffone fatta a un agente della Squadra volante della polizia di stato e il furto tentato su un’auto parcheggiata in corso Canalchiaro sono costati ai due arrestati un patteggiamento da un anno e dieci mesi per il “legionario” e un anno e quattro mesi per il suo socio.
È la pena decisa ieri al termine dell’udienza preliminare per un marocchino 28enne molto noto alle forze dell’ordine perché con una fedina penale ricca di numerosi precedenti in quasi tutti i reati predatori (furto, scippo, percosse, ingiurie, guida senza patente) e il suo amico di scorribande, un italiano 37enne.
Il fatto è avvenuto in ottobre in pieno centro storico. All’alba i due hanno tentato di forzare l’auto parcheggiata in Canalchiaro da un 85enne che abita nei paraggi.
Per loro sfortuna passava la pattuglia della Squadra volante e gli agenti li hanno colti sul fatto arrestandoli.
E proprio durante le fase dell’arresto, il marocchino si è lasciato andare nelle affermazioni da sbruffone immaginando di intimorire i poliziotti di andarsene.
Durante i controlli, il marocchino è risultato già espulso dall’Italia in base a un ordine del Questore di Rimini, del quale se ne è infischiato.
Per i suoi precedenti il giudice ha deciso che deve scontare la pena in carcere, mentre la pena è stata sospesa per l’imputato italiano perché incensurato fino ad oggi.
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