Mdp: «Giunta, premiati più dei renziani»
Soddisfazione all’assemblea modenese degli ex-Pd: «Bene il rimpasto, ora si lavori meglio di prima»
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Il momento non era lo stesso, ma verrebbe naturale - e a loro non dispiacerebbe affatto - fare un paragone con gli otto presenti al confronto organizzato dal Pd a tre giorni dalle primarie… Perché erano circa 150 i presenti alla prima assemblea modenese di Articolo Uno-Mdp - il movimento fondato all’indomani della scissione avvenuta a febbraio nel Pd - lunedì sera alla palazzina Pucci di via Canaletto. Così, davanti a una sala gremita (tante le persone che hanno assistito all’incontro stando in piedi) il capogruppo in Consiglio comunale Paolo Trande, l’assessore - fresco di nuova delega al Bilancio - Andrea Bosi e la consigliera regionale Silvia Prodi hanno incontrato iscritti ed elettori del Movimento democratico e progressista.
Tra i presenti tanti volti noti - dall’ex parlamentare Roberto Guerzoni, fino a qualche anno fa deus ex machina del Pd modenese insieme a Ivano Miglioli, agli ex consiglieri Fausto Cigni e Sergio Rusticali - ma anche diversi rappresentanti della ‘base’, delusi dal Pd e rappresentanti di Sel non confluiti in Sinistra Italiana, come Marco Convertini, presente al tavolo dei relatori. Per quanto riguarda il rimpasto di giunta, il capogruppo Trande ha ricordato che «dal sindaco è arrivato un importante riconoscimento politico per l’assessore Bosi e per Articolo Uno: Muzzarelli ha dimostrato la sensibilità di saper interpretare i cambiamenti avvenuti negli ultimi mesi». Parole che lasceranno perplesso qualche renziano - la convinzione, come espresso bene lunedì dal consigliere regionale Giuseppe Boschini, è che i sostenitori di Renzi siano stati ‘puniti’ dal rimpasto, mentre i bersaniani siano stati premiati - in un momento in cui il gruppo consiliare del Pd è attraversato da fortissime tensioni. E a proposito di Pd e giunta, Trande ha fatto sapere che «il nostro sostegno alla maggioranza non è in discussione», anche se ha individuato alcune ombre nel bilancio di metà mandato: «Ci sono diverse difficoltà sul fronte della cultura e su quello dell’istruzione», ha detto il capogruppo, mettendo nel mirino l’assessore Cavazza, mentre si è parlato molto anche della questione Seta, caratterizzata «da un organico fortemente sottodimensionato. L’azienda di trasporto pubblico deve assumere - ha detto ancora Trande - mentre bisogna acquistare dei mezzi ecologici, dal momento che a Modena non ne vediamo». Tornando alla questione alleanze, il leader modenese del movimento (la senatrice Maria Cecilia Guerra era assente per impegni) ha fatto notare che «la nostra volontà è quella di costruire un centrosinistra forte, ma abbiamo il fondato sospetto che qualcuno lavori affinché nel 2019 ci sia un’alleanza senza la sinistra. Ebbene, se qualcuno non ci vuole, se qualcuno pensa ad un Pd autosufficiente, che lo dica apertamente». (l.g.)
Tra i presenti tanti volti noti - dall’ex parlamentare Roberto Guerzoni, fino a qualche anno fa deus ex machina del Pd modenese insieme a Ivano Miglioli, agli ex consiglieri Fausto Cigni e Sergio Rusticali - ma anche diversi rappresentanti della ‘base’, delusi dal Pd e rappresentanti di Sel non confluiti in Sinistra Italiana, come Marco Convertini, presente al tavolo dei relatori. Per quanto riguarda il rimpasto di giunta, il capogruppo Trande ha ricordato che «dal sindaco è arrivato un importante riconoscimento politico per l’assessore Bosi e per Articolo Uno: Muzzarelli ha dimostrato la sensibilità di saper interpretare i cambiamenti avvenuti negli ultimi mesi». Parole che lasceranno perplesso qualche renziano - la convinzione, come espresso bene lunedì dal consigliere regionale Giuseppe Boschini, è che i sostenitori di Renzi siano stati ‘puniti’ dal rimpasto, mentre i bersaniani siano stati premiati - in un momento in cui il gruppo consiliare del Pd è attraversato da fortissime tensioni. E a proposito di Pd e giunta, Trande ha fatto sapere che «il nostro sostegno alla maggioranza non è in discussione», anche se ha individuato alcune ombre nel bilancio di metà mandato: «Ci sono diverse difficoltà sul fronte della cultura e su quello dell’istruzione», ha detto il capogruppo, mettendo nel mirino l’assessore Cavazza, mentre si è parlato molto anche della questione Seta, caratterizzata «da un organico fortemente sottodimensionato. L’azienda di trasporto pubblico deve assumere - ha detto ancora Trande - mentre bisogna acquistare dei mezzi ecologici, dal momento che a Modena non ne vediamo». Tornando alla questione alleanze, il leader modenese del movimento (la senatrice Maria Cecilia Guerra era assente per impegni) ha fatto notare che «la nostra volontà è quella di costruire un centrosinistra forte, ma abbiamo il fondato sospetto che qualcuno lavori affinché nel 2019 ci sia un’alleanza senza la sinistra. Ebbene, se qualcuno non ci vuole, se qualcuno pensa ad un Pd autosufficiente, che lo dica apertamente». (l.g.)
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