l’esperto a san michele
«Per aiutare i giovani occorre ritrovare l’identità collettiva»
di Maria Pettinato
«Siamo una società che ha bisogno di costruire la propria identità – afferma Marco Franchini, psicoterapeuta e psicologo scolastico da ormai dieci anni, che ben conosce i problemi delle nuove...
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«Siamo una società che ha bisogno di costruire la propria identità – afferma Marco Franchini, psicoterapeuta e psicologo scolastico da ormai dieci anni, che ben conosce i problemi delle nuove generazioni - una società che non ha ancora chiaro cosa siamo, una società all’interno della quale il sé è stato spazzato via. Nella mia clinica, infatti, arrivano sempre più persone con problemi esistenziali. Si chiedono “Io chi sono”, travolti dall’effimero che il mondo digitale ci sottopone ogni giorno».
L’incontro, che si è tenuto l’altra sera alla Sala Civica di San Michele, ha riunito molte persone di tutte le età, tra cui anche tanti giovani, per discutere, con lo psicologo Franchini a proposito di un tema, quello del falso sé e dell’identità perduta, al quale si dovrebbe prestare molta attenzione, specie alla luce di recenti e gravi fatti di cronaca che hanno toccato i cosiddetti “minorenni annoiati” .
«La società di oggi - ha spiegato lo psicoterapeuta, – è cambiata. Se possiedi la tua identità non succedono fatti come quelli che sono accaduti a Carpi. Non esiste che una persona prenda cinque autobus e li faccia schiantare per tirare giù un pezzo di scuola».
Il fatto che i ragazzi di Carpi abbiano giustificato il loro gesto con la noia non va giù allo psicologo che spiega con grande precisione.
«Non è possibile, – ha affermato Franchini - ancora una volta, sentir dire che dei ragazzini hanno procurato gravi danni per noia. Queste cose non devono più essere scritte. C’è un vuoto, ma dietro a quel vuoto, c’è tanta energia. È un vuoto pieno. Il sé non è per niente definito: queste persone non si sono inglobate e sono prive della propria identità. L’uomo senza identità non può esistere, diventa bramoso - conclude lo psicologo - come un animale, che, affamato, mangia qualsiasi cosa».
L’incontro, che si è tenuto l’altra sera alla Sala Civica di San Michele, ha riunito molte persone di tutte le età, tra cui anche tanti giovani, per discutere, con lo psicologo Franchini a proposito di un tema, quello del falso sé e dell’identità perduta, al quale si dovrebbe prestare molta attenzione, specie alla luce di recenti e gravi fatti di cronaca che hanno toccato i cosiddetti “minorenni annoiati” .
«La società di oggi - ha spiegato lo psicoterapeuta, – è cambiata. Se possiedi la tua identità non succedono fatti come quelli che sono accaduti a Carpi. Non esiste che una persona prenda cinque autobus e li faccia schiantare per tirare giù un pezzo di scuola».
Il fatto che i ragazzi di Carpi abbiano giustificato il loro gesto con la noia non va giù allo psicologo che spiega con grande precisione.
«Non è possibile, – ha affermato Franchini - ancora una volta, sentir dire che dei ragazzini hanno procurato gravi danni per noia. Queste cose non devono più essere scritte. C’è un vuoto, ma dietro a quel vuoto, c’è tanta energia. È un vuoto pieno. Il sé non è per niente definito: queste persone non si sono inglobate e sono prive della propria identità. L’uomo senza identità non può esistere, diventa bramoso - conclude lo psicologo - come un animale, che, affamato, mangia qualsiasi cosa».
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